Cronologia storia della Parrocchia San Giovanni Battista

885 - Policino era il territorio attraversato dal fiume Reno ed anticamente era una zona bassa e paludosa che aveva a destra la parte nominata Policino a Mane cioe Polesine a mattino attualmente  Trebbo di Reno ed a sinistra la parte nominata Policino a sera cioè Polesine a sera attualmente Longara.

Il Muratori afferma che "Policino è la terra che alza il capo sopra l'acqua a modo d'isola."

Il toponimo Policino deriva dal latino «policinum» diventato poi pollicino e polesine.

Fino dall’anno 885 era citato in una pergamena originale dell’Archivio Nonantolano di quell’anno Cod. Dipl. Non. dot. XLVIII pag. 64 nella quale tra i testimoni presenti ad una donazione fatta all’abate Teodorico di Nonantola era presente un tal Pietro da Policino come riportato da Serafino Calindri nella sua descrizione della Pianura Bolognese.

1238 - Nei libri del Capitolo della Metropolitana di San Pietro a Bologna si trova

registrato che la Chiesa di S. Giovanni de Policino dava una corba di frumento ed

una di Spelta (cereale) a titolo di decima. La nomina del parroco spettava ai

Parrocchiani ma doveva essere approvata dal Capitolo.

1273 - è scritto che «erano padroni di detta Chiesa i Parochiani».

Mentre nell’anno 1300 «era padrone della Chiesa S. Joannis de Policino D. Salinguerra de Ferraria».

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1310 - Risultano proprietari di nuovo i Parrocchiani in quanto il Salinguerra, «saliens in guerra» che significa forte in battaglia» giovane capitano delle milizie Bolognesi, nel 1308 aveva tentato di farsi signore di Ferrara ma essendogli andato a vuoto il disegno se ne era dovuto fuggire.

Il nostro Salinguerra III fu uomo di spirito e di cuore. Sposò Giovanna Pallavicini. Creato nel 1301 capo della lega delle città di Bologna, Forlì ed Imola fece varie spedizioni onorevoli. Richiamato da ferraresi, fu acclamato signore di Ferrara nel 1308, ma gli sforzi del marchese d’Este non gli permisero di mantenervisi e Salinguera III perse Ferrara nel 1310. I Torelli l’avevano tenuta per 120 anni, l’avevano disputata per 70 anni con i Marchesi d’Este che poi la mantennero per 300 anni.

Salinguerra era il soprannome della famiglia Torello ( il comune di MASI TORELLO ne conserva il nome) di origini Bolognesi ma trapiantata a Ferrara che aveva ricoperto importanti incarichi pubblici in quella città. I componenti si erano distinti per le capacità militari dimostrando una grande abilità sul campo di battaglia tantè che anche nella Battaglia di Fossalta (1249) combatterono dalla parte Bolognese con 200 loro uomini anche se la battaglia si risolse con la vittoria dei Modenesi che inseguendo le milizie bolognesi entrarono a Bologna ove trafugarono la famosa secchia (la secchia rapita) che tutt’ora si conserva nel duomo di Modena.

 

1380÷1382 - Resse Don Albertazzi o Albergazzi da Faenza

è registrato come parroco designato dai Massari del Trebbo. Rinunciò nel 1382.

1382÷1412 - Resse Don Paolo ovvero Don Antonio da Roma

secondo l'elenco bianco fu fatto parroco il 14 Maggio 1383, secondo l'elenco azzurro nel 1382.

1412÷1444 - Resse Don Giovanni Bernardi da Parma

secondo l'elenco bianco creato parroco il 31 Agosto 1412, liberamente lo rimise nel 1444; secondo l'elenco azzurro lo rimise nel 1424.

1444÷1450 - Resse Don Tommaso Mattei da Gubbio

secondo l'elenco bianco resse la parrocchia dal 17 Agosto 1444 al1450 in cui rinunciò liberamente; secondo l'elenco azzurro la resse dal 1424 al 1450.

1450÷1478 - Resse Don Ridolfo Francia o piuttosto Dom. Joannes de Francia

creato parroco il 4 Maggio 1450 (elenco bianco) e morto nel 1478 (elenco azzurro). Con testamento del 18 Marzo 1478 a rogito Maione de Sanzio dispone la fondazione di una capellania a perpetuo servizio nella chiesa di s: Giovanni de Tribu sotto il titolo e all'altare di S. Maria con obbligo di una messa la settimana. Benefizio che essendo morto il testatore, fu fondato lo stesso anno e ne prese possesso il 29 Maggio 1478 Don Giovanni Marco Bernardi designato dal fondatore.

1478÷1478 - Resse Don Matteo Agostini

creato parroco li 24 Marzo, nell'anno medesimo rinunciò.

1478÷1498 - Resse Don Antonio Reggiani

l'elenco Bianco lo mette creato parroco li 30 Maggio 1478 e l'elenco azzurro lo dice morto nel 1498.

1498÷1509 - Resse Don Galeazzo Gozzadini

rinunciò a detta parrocchia il 2 Gennaio 1509 davanti al Vicario Generale della Diocesi prima e poi davanti al rappresentante del capitolo Metropolitano a rogito Nicolò Gormini (arch. Not. di Bologna atti di Nicolò Gormini filza 30 n. 38. filza 1 n. 27). L'elenco bianco dice creato parroco il 29 Luglio 1498. L'elenco azzurro annota: creato parroco nel 1498 Gozzadini Don Lodovico nobile di Bologna.

1509÷1560 - Resse Don Pietro Duranti Dominus Petrus quam. Nicolai Francisci Durantis imolensis.

In seguito a presentazione dei parrocchiani aventi dirittto di nomina fu investito parroco di Trebbo dal capitolo della Metropolitana di Bologna l'8 gennaio 1509.

Il 18 Febbraio 1509 fu redatto l'inventario "Inventarium Bonorum rerum et Jurium S.Jo.Bap. de Tribu" che si conserva nell'Archivio Notarile.

1525 - Buonaparte Ghisilieri chiede al senato di Bologna ed al duca d'Este di disinnescare il suo canale dal Riolo, dall'incrocio di via Conti con via Bacialli, e far defluire le acque in Reno nella località Torre Verde. Il canale "ghisiliera" che attraversa la Bella Venezia alimentava quindi il mulino di Ercole Borgognini denominato "Mulino Borgognino" attivo fino agli scorsi anni '50. Il canale realizzato servì anche a bonificare le proprietà Ghisilieri, Ludovisi, Malvasia e Borgognini che erano soggette agli straripamenti del Reno
1560÷1576 - Resse Don Joannes de Marchettis

l'elenco azzurro lo da come entrato nel 1560 e morto nel 1576.

1565 Il 2 Settembre ricevette la visita di Andrea Callegari delegato del Card. Ranuzzi. eccone la relazione: 50 anime sanno leggere e scrivere e 150 anime si comunicano, i possidenti sono XV. La Chiesa è piccola ma ben tenuta e tutta accessoriata manca solo una pianeta per i morti. Il cimitero è recintato. I parrocchiani tutti sono buoni uomini.

1573 nell'Aprile ricevette la visita del parroco di Corticella per commissione Arcivescovile, e nella relazione è detto: la parrocchiale chiesa di San Zano del Trebo non gli è sacrestia, ne armario, ne il sancto sopra la porta del titolo della chiesa. Si sta di non fabricare perché minazza rovina con Ren.

1573 la popolazione era di 273 anime. Il 10 Settembre ricevette l'ispezione del  visitatore apostolico Mons. Marchesini che così riferisce: Curata S. Jo. de Trebio - Rector D. Jo. de Marchetis... e tutti si comunicano...gli uomini temono le inondazione che derivano alla chiesa dal fiume Reno.

1576÷1584 - Resse Don Michele Donati

 

1578 L'antica chiesa del Trebbo in un disegno di Egnazio Danti. Era situata vicino al passo della barca del Trebbo.
 

 

1583 iniziano le registrazioni nel libro dei battezzati della Chiesa del Trebbo il 10 aprile 1583 e prosegue le registrazioni fino al 29 Febbraio 1584.

1584÷1589 - Resse Don Michele Gugliemi

Continua le registrazioni nel libro battezzati qualificandosi curato di San Gio. Batta del Trebbo, dal 4 Marzo 1584 al 2 Dicembre 1587. Nello stesso libro dei battezzati inserisce pure una "Nota delli cresimati della Parochia di San Gio. Batta del Trebbo l'anno 1587". Non vi sono però notate che 4 cresime amministrate a Corticella dal vescovo di Catanzaro con licenza del Card. Paleotti arcivescovo di Bologna. Il libro battezzati cessa le registrazioni il 2 Dicembre 1589 e dal 10 Aprile 1583 in cui comincia vi furono registrati 443 battesimi. Cade in questo tempo la cessazione della vecchia chiesa. La nuova sorse priva di battistero.

1590÷1621 - Resse Don Pietro Bertoldi

essendo egli parroco nel 1590 si fabbricò la nuova chiesa parrocchiale essendo la vecchia chiesa portata a rovina dalle alluvioni del Reno.

1600  era utilizzato un organo dotato di due registri.

1621÷1630 - Resse Don Giovanni Guglielmi

compila il 15 Giugno 1622  il primo inventario della Chiesa ancora conservato, apre il libro matrimoni il 4 aprile 1628 e vi registra fino al 8 Luglio 1630. La parrocchia è ivi nominata S. Joannis de Trebio e anche de Tribio. Il D. Guglielmi morì forse con la peste del 1630. Col 22 Settembre 1630 prosegue la registrazione dei matrimoni quale prete curatus frat. Sebast. Nappius Bononia Min. Conv. S. Francisci.

1630÷1631 - Resse Fra Sebastianus Nappius di Bologna minore conventuale di S. Francesco

Nell'antico libro battezzati trovasi inserita la seguente "Nota di danari raccolti per elemosina e spesi in fare il nuovo tabernacolo per compimento del costo fatto da tutto il Comune del Trebbo di S. Giovanni fatto alli 18 di Agosto 1630; da farsi e durare detto voto anni cinque, sotto la cura del P. F. Sebastiano Nappi curato in detto tempo sino a quando li 2 Febbraio 1631 in cui giorno fu posto e benedetto nell'istessa chiesa". Segue elenco delle spese per totali 204.10.0. Inoltre con un lascito del Sig. C. Sigismondo Malvasia fu fatto un paglio per l'altare maggiore spendendo £ 75.0.0

1631÷1642 - Resse Don Ottavio Alberghetti

registra matrimoni dal 9 aprile 1631 al 2 Marzo 1642. Denominò la sua parrocchia S. Joa. de Trebbio o de Treblio.

1634 fu fatta la truna dell’altar maggiore a spese della comunità, e la spesa fu di scudi 1080 (dal rogito Guglielmini del 18 luglio).

1642÷1683 - Resse Don Tommaso Mariani

dottore in Sacra Teologia, prese possesso il 24 Giugno 1642 e morì curato a 75 anni il 5 Maggio 1683 e sepolto nella chiesa il 7 (libro morti foglio 56)

Redasse un inventario delli beni tanto mobili quanto immobili pertinenti alla chiesa ritrovati in detta chiesa quando ne ebbi il possesso da cui si ricava che eravi l'altare di S. Anna con sopra un baldacchino portante l'arma dei Nappi, che Giovanna Sega Nappi era la moglie di Pompeo Nappi, l'altare dell'Assunta era fatto ad istanza dei Signori Verardini, c'era l'altare del crocifisso e quello del rosario con una Madonna grande di legno con li suoi misteri attorno dipinti in tella e c'era la sagrestia.

La barca del Trebbo - nell'inventario si annota: una barca con la giurisdizione del passo, detto del Trebbo, con una casetta con terra arativa e alberata posta nel Comune del Trebbo confinante con detto passo a mezzogiorno, dimane con la via pubblica (Via Lame) e di settentrione e di sera col Sig. Girolamo Bavosi, di questa non si trova scrittura alcuna ne meno indizio di potestà trovasi. Detta barca e terreno al presente è affittata a Bartolomeo Lorenzini.

Quì nel passato era ubicata la vecchia chiesa del Trebbo come precisato anche nell'inventario del 1654.

Denomina la sua parrocchia S. Gio. Batt. del Trebbo e anche Trebbio. Col 23 Aprile 1651 riprende in apposito libro la registrazione dei cresimati. Col 3 Gennaio 1655 da inizio al libro dei morti.

1644 fu fatta una campana nuova che costa con la fattura del pilastro £ 133.17.40 e si è pagata dal sig. Girolamo Bavosi.

1645 speso nel baldacchino di damasco £ 475.12.0

1646 fu commissionato al sig. Francesco Gessi pittore famoso, il quadro dell'altare maggiore. L'Ancona del quadro è di gesso e fu marmorizzata ad olio dal pittore Celestino Govoni.

1647 il 13 Gennaio fu eretta la Compagnia degli Agonizzanti e redatto lo statuto. La missione primaria era il conforto agli agonizzanti i cui membri si incaricavano di accompagnare il viatico partendo dalla chiesa all'abitazione del morente "cum lumine et squilla" con candele accese e campanelli, in modo che tutta la comunità partecipasse al combattimento: "agonia infatti significa "combattimento". 

Nel 1823 prendeva il nome di Confraternita del SS. Sacramento.

Di quell'epoca è la spendida croce processionale "degli Agonizzanti" conservata nel tesoro parrocchiale e segnalato nell'inventario del 1661. 

1647 fu iniziata la realizzazione della nuova cappella della Madonna del SS.mo Rosario. Il dipinto, già elencato nell'inventario del 1642, raffigura I Misteri del Rosario di ambito ferrarese. L'artista trasse ispirazione  sia alla cultura reniana che a quella di scuola del Guercino. Inizialmente i lavori furono a carico della Compagnia del SS Rosario a cui subentrò il Sig. Girolamo Bavosi che portò a termine i lavori.

Ha eseguito il restauro Giuseppe Armani nel 2010.

 

 


1647 Il Sig. Girolamo Bavosi, ricco possidente con abitazione acquistata nel 1628  nella piazza S. Stefano al civico 13 a Bologna, cappella di famiglia nella chiesa di San Giacomo Maggiore a Bologna e proprietario al Trebbo della attuale Villa Isabella posta sulla via di Corticella, con annessi vasti poderi, donò la pala maggiore dipinta da Giovanni Francesco Gessi rappresentante San Giovanni Battista nel deserto che indica ai discepoli il Redentore.

L'ornato è dello scultore Agostino Gualandi.

 


 

 

 

 

1649 fu iniziata la realizzazione della nuova cappella del Crocifisso Agonizzante. 


 

 

1650 circa, all'altare del crocifisso (terzo a sinistra entrando) fu posto il Paliotto in scagliola rappresentante Maria Maddalena ai piesi di Gesù crocifisso che abraccia il legno. Entro una cornice a doppio listello bianco si snoda su fondo nero un fitto intreccio di foglie d'acanto bianco con fiori.

1651 Si fece la sagrestia nuova e si spese lire 274.

1652 il barcarolo di cui si ha notizia è Gio Batta Serafini citato in una lite per i diritti della barca e successivamente vi fu un Alessandro Zanarini.

1653 inizia il libro ove si notano le entrate e le spese delle Compagnie del SS.mo e del Rosario.

1654 Dall'inventario del 1654 si rileva che presso l'altare del Crocifisso esistevano: due quadretti di quà e di là di detto altare con S.Apollonia e S. Agata mar. in uno et nell'altro S. Gioseppe e S.Donino martire.

1655 speso per una campana nuova di libbre 267 £ 311.7.6, per la balaustrata della cappela maggiore £ 155.4.4; riscosse per la vendita di una campana rotta di libbre 76 £ 53.4.0.

1657 fu fatta una barca nuova da parte del beneficio della Chiesa del Trebbo, che da tempo immemorabile aveva il diritto di passaggio attraverso il Reno.

1660 speso in un turibolo d'argento d'oncie 25 E 161.9.

 

1660 speso nel balaustro dell'altare del crocifisso £ 47.16.
 

 

 

1661in un crocifisso grande per l'altare del Crocifisso retto dalla Compagnia degli Agonizzanti £ 100
 

 

1663 spesi per incominciare la costruzione del campanile e del coro £ 972.12.

1664 spesi nella fabbrica del campanile non ancora finito e nel coro della cappella maggiore già finito £ 1149.19.8.

 

1665 finita la fabbrica del campanile e spese £322.07. L'altezza è di 100 piedi e l'architetto fu Giovanni Sacchi.
 

 1673 All'altare della Madonna del Rosario fu posto il paliotto in scagliola che rappresenta l'assunzione della Madonna su nembo con teste di serafini, su fondo nero, decorato da un ricchissimo intreccio di foglie d'acanto bianche con decorazioni policrome raffiguranti pappagalli, altri uccelli e fiori.

1674 La casa dei tessitori era dei Bavosi (zona Bottega Vecchia). A causa del fallimento della famiglia Bavosi l'"Arte dei Tessitori" passo ad altri proprietari e rimase attiva fino al 1800. Si lavorava la lana di pecora e la canapa di produzione locale. Era vicina all'Osteria ancora presente e dalla parte opposta di via Lame c'era la Macelleria ed il Forno.

1674 Il mulino del Borgognino era delle suore di S. Guglielmo. In precedenza era proprietaria la famiglia Nappi. in seguito la proprietà passo alle famiglie Bortolotti, Tattini, Sacerdoti e poi Berni.

1677 si è speso a conto di tre campane fatte di nuovo da Mastro Gio. Dom. Dinarelli quali sono libre 1344 cioè la grossa pesa libr. 761, la mezzana lib. 360, la piccola lib.223 £ 1064.3 + £ 237.1

I Bellisi erano osti.

1679 vi era per cappellano Don Ghiselini modenese.

1683÷1733 - Resse Don Giacomo Simoncini

prese possesso l'11 Novembre 1683, mori a 83 anni nella canonica il 21 Marzo 1733 e fu sepolto nel presbiterio.

1684 fu donato il calice in argento sbalzato e lavorato a bulino. Il piede circolare, fortemente bombato con tre teste di cherubini alternati ad intrecci di fiori e frutta. Il sostegno a vaso con altre tre teste di cherubini alternati ad intrecci di fiori e frutta. La sottocoppa presenta e replica le tre teste di cherubini alternate a intrecci di fiori e frutta.

Sul fondo i punzoni e la scritta: S. Giovanni Battista del Trebbo 1684 R.I.S.P. 

1689 La pittrice Barbara Sirani realizzò il dipinto su tela "S. Francesca Romana, S.Apollonia e la B. Caterina da Bologna con in alto la B. Vergine di S. Luca", donato dal Sig. Tomaso Bavosi.

Fu posto all'altare della sacrestia, porta la firma dell'artista ed è stato restaurato nel 2011 da Cornelia Prassler.

1690 Mastro Lorenzo Poluzzi realizzo il pulpito in legno di noce.

inoltre un confessionale in legno di noce intagliato (ora nella 1a cappella entr. a ds.)

1690 Orazione delle Quaranta hore risulta l'annotazione nel libro dei conti della chiesa per le spese fatte per la celebrazione della tradizionale ricorrenza religiosa in memoria delle quaranta ore in cui il Cristo stette nel sepolcro, che terminava con la festa paesana nella terza domenica di Marzo. Queste spese continuano per gli anni successivi in quanto venivano chiamati anche altri sacerdoti e frati per aiutare il Parroco e il Cappellano durante le 40 ore di preghiera che si svolgevano in chiesa, per aiutare nella confessione dei fedeli, per la predicazione spesso svolta da un frate predicatore realizzando all'esterno della chiesa un palco con addobbi.

La comunità assicurava la presenza in chiesa per tutte le quaranta ore, adottando un sistema di turnazioni delle famiglie che impegnava i componenti negli orari prefissati.

A celebrazione terminata si usava invitare i parenti ad una festa durante la quale si mangiavano le raviole che divennero il tradizionale dolce del paese e da quì prese origine l'attuale "Festa della Raviola". Anche nei conti della chiesa si trovano le registrazioni annuali "speso per cibarie" ad indicare che gli intervenuti si fermavano per il pranzo in canonica.

1691 fatta intagliare in legno di noce dal M. Tomaso Bandini un Immagine della B.V. del Rosario.
Il 4 Gennaio 1691 Don Giacomo Simoncini così scriveva " Questa Chiesa Parrocchiale di San Giovanni Battista del Trebbo si dice per certo che sii Jus patronato antico degli uomini della Comunità del Trebbo, ma essendo stata diverse volte per rinuncia, et in partricolare due volte come libera per concorso all'ordinario, io l'ottenni per concorso dalla buona memoria del già illustrissimo Girolamo Boncompagni Arcivescovo come libera, ma subito mi fu mossa lite dal Reverendo Don Antonio Bevilacqua presentato dalla Comunità del Trebbo, ed io ottenni il possesso di quella li 11 Novembre 1683 e il 24 Gennaio 1684 seguendo la morte del detto Arvivescovo Boncompagni, fu posta la lite in Roma in maniera tale che per di necessità e per non avere chi mi sostenesse, io mi obbligai a dare al suddetto Bevilacqua lire centocinquanta l'anno con averne ottenuto la bolla dal Pontefice Innocenzo undecimo a felice memoria etc. e questo si fece sine pregiudicio iurium anforum prestium, le scritture di detto juspatronato si trovano appresso i Sigg. Giovanni Masini, Carlo Vanotti, Giuseppe Losti, Camillo Ugolini ed altri..."

1692 La nuova cappella di S.Anna fu realizzata dalle R.R. madri di San Guglielmo che avevano il loro monastero presso la porta di Mascarella a Bologna e possedevano proprietà a Trebbo nella zona di Torre Verde. Il quadro "Estasi di S. Anna" con Dio Padre, S.Francesco e S.Antonio che fu da loro procurato è di ambito Bolognese e di notevole qualità pittorica.

Il restauro è stato eseguito da Giuseppe Armani.

1692 fu realizzato il magnifico ornamento in legno dorato della statua della Madonna del Rosario.

L'intaglio rappresenta foglie di ligustro, rose e foglie di acanto agli angoli ed al sommo. Costò £ 107.

E' stato recentemente restaurato da Giuseppe Armani.

1692 Le corone d'argento per l'immagine della B.V. del Rosario che pesano oncie 18 furono donate dal Sig. Lorenzo Ravaglia, cittadino e mercante Bolognese, costo £ 250. Il rogito si fece in questa casa canonicale il 13 luglio 1692, e vi erano presenti Vincenzo Rozani, Domenico Corazza et altri uomini del Comune, quali in compagnia di D. Giacomo Simoncini Curato si obbligarono conservare dette corone et anche massaro della Comp.a del Rosario Girolamo Leonardi socio del sud.o Sig.e Ravaglia.
Il giorno della coronazione della B.V. del Rosario che si fece alli 6 Luglio 1692 prima domenica del mese, il dopopranzo nel palazzo del d.o Sig.e si fece onore con spari e mortaretti, luminari, trombe e tamburi, fontana di vino, e ...corbe 6 di vino, et altre robbe assai. Vi fu la predica di un Padre domenicano, si fecero diversi sonetti, e la funzione della coronatura fu fatta dall'Ill.mo Sig. Prevosto Lellis Sega in compagnia del curato Simoncini, Don Domenico Mingozzi cappellano e diversi altri con musica suoni e canti ed in particolare fu fatta la charità alla B.V. di torze n.° tredici.

1693 si comunicano 309 anime e 138 (fanciulli) non si comunicano. 

1694 si comunicano 296 anime e 131 non si comunicano.

1693 Fu acquistata una Pace in argento rappresentante il Battesimo che Gesù riceve da S.Giovanni Battista con in alto Dio Padre tra le nuvole. Cornice centinata decorata da volute, festoni con foglie d'acanto e ricci.

Alla base la scritta: ECC. A. S. 10 BAPTA DE TREBIO.

1695 si comunicano 276 anime.

Il Sig. Lorenzo Ravaglia ha fatto dono alla B.V. del Rosario nel giorno che si fece la processione per la medesima B.V. passando per il suo Casino in questo Com. di Trebbo, d'un Manto con fiori e cordella d'oro. Il manto è tuttora conservato e utilizzato

1696 il 6 dicembre la notte passato la festa di S. Nicolò, il fiume Reno andò fuori del suo letto e sormontò e portò via la maggior parte delli Argini, e venne tanto alta l'acqua che venne nella loggia e casa di questa Chiesa alta 6 in circa cosa che non ci è mai stata.

1697 il 4 febbraio venne una neve grossissima e durò a nevare per tre giorni continui.

1698 La casa dei tessitori era di D. Ant. Belisi.

Vi era l'obbligo di dire 12 Messe per il Dottore Riario come obbligo del Sig. Giovanni Castelli e n. 25 Messe per il Rev. Don Antonio Bevilacqua.

1698 Due pille di marmo per l'acqua santa donate alla chiesa da Mad. Cattarina Orzé (poste ai due lati dell'ingresso in chiesa).

1698 Un ostensorio d'argento con figure di getto che pesa once 58 e 1/8 bontà di Roma, fattura del Sig. Giacomo Prandoni argentiero, cominciato il mese di giugno 1697 e finito il 2 Maggio 1698. Base mistolinea pluriscanalata poggiante su una inferiore, con battute a foglie d'acanto. Blocco di base con doppia voluta, terminante in riccioli su cui poggiano due angeli che reggono spighe e grappoli d'uva. Al centro due scudetti dorati con il battesimo di cristo in bassorilievo e una iscrizione. Angelo reggi teca con ali spiegate, di notevolissima fattura. Teca circolare coronata da raggere e da otto teste di cherubini. La più bassa è più grande e si innesta su una doppia voluta di foglie d'acanto retta dall'angelo. 

In alto San Giovanni Battista a tutto tondo.

Fu acquistato con una sottoscrizione dei parrocchiani del Trebbo.

1700 Il 20 Giugno il Parroco Don Jacobus Simoncinus prepare questa relazione per il Vescovo.

In questa Parochia di San Gio.Batta del Trebbo , come.... Non vi è alcun Sacerdote ne Chierico habitante in questo Comune, fuorchè il R.do Domenico Mengozzi, quale è Capellano attuale, che saranno Anni quindici che .... ed è huomo esemplare, e con charità insegna la Dottrina Cristiana.

In questo Comune non vi è alcun povero, che vada mendicando, ne meno, che si sappia vi è alcuna zitella abbandonata.

Li fondi di questa Chiesa sono descritti nell'inventario, e non vi è altro contratto, ne testamento alcuno, che si sappi, fuori che l'immemorabile possesso.

Non vi è alcuna lite pendente, ne attiva, ne passiva.

Ne meno si sa, che siino manomessi beni della Chiesa, ne che sii stata fatta alienazione, o permesso, e le Compagnie e Chiese esistenti in questa Parrocchia, non possedendosi, che si sappi, altro, che le limosini manuali.

In questo Comune non si sa, che vi sij alcuno, che legga libri proibiti, e ne meno, che ne tenga.

Non vi è alcun malefico, ne altro dedito ad ..... che si sappi.

Non vi è alcun scomunicato, ne sospeso nelle cose della fede, ne interdetto.

Non vi è alcun trasgressore habituato delle feste.

Non vi è alcun Usuraio, che si sappi.

Non vi è alcun adultero, che si sappi.

Non vi è alcun coniugato, che non cohabiti assieme, ne meno alcun scandaloso ne giocatore.

Non vi è grave inimicizia in'alcuno.

Non vi è ne Medico, ne Chirurgo.

Non vi è alcun Notaro.

Vi è uno che fa l'Oste, che ha nome M.° Giulio Antonio Zanotti, che ha moglie e figluioli, ed è huomo da bene.

Vi è una Ostetrica, che ha nome Antonia Grandi, quale è benissimo istruita nel battezzare in caso di necessità ed è pratica di fare il suo mestiere, e non vi è alcuno che no mandi i figliuoli, o altro, che habbi in custodia d'imparare la Dottrina Cristiana.
1700  il 25 Giugno ebbe luogo la 2a visita Boncompagni e si riscontrano gli altari, Maggiore, del SS. Crocifisso, di S. Anna delle RR.MM. di S. Guglielmo, di S. Elisabetta (visitazione con S.Giuseppe) de Bavosi, del Rosario, della B.V. del Carmine (sculpita) e di S.Francesca Romana e S. Caterina... Quanto agli oratori si riscontrano quello di S. Rocco dei Nobili Sega(vedi foto) in Via Lame 21, quello della B.V. ...della Torre Verde dei Verardini, quello privato di S. Gio. Battista dei Bolognetti, quello di San Giuseppe (Via S. Giuseppe 4 ora non esiste più) degli eredi Bavosi ma a quel tempo controverso dai creditori e per tale circostanza fu ordinato che il quadro di San Giuseppe essendo opera del Guido Reni ed essendo l'oratorio lontano dalle case venisse per cautela contro i furti posto in luogo sicuro da approvarsi dal vicario generale fatta prima descrizione ed apposizione dei sigilli del notaio arcivescovile e ciò fino a che la Curia Romana presso la quale pendeva la lite, non avesse dichiarato a che chiesa appartenesse. 

1700 si comunicano 277 anime e 175 non si comunicano.

1701 L'Osteria era dei Bavosi. Il fondo dell'Agnoli era dei Bavosi.

1705 Si è fatto fare un organo nuovo di sette registri alli Sig.i Francesco e Domenico Traeri bresciani ed avervi dato in baratto l'organo vecchio di due registri e giuntarli lire cinquecentotrentasette e mezzo e questi si è in tempo a pagarli per tutto l'anno 1706 senza eccezione alcuna, come è di dovere. Fu instalato nella cantoria ed una scala fu realizzata all'interno del pilastro ad uso dell'organista.

1706 ai fratelli Giacomo e Giobatta Providoni argentieri per fare un torribolo, navicella d'argento, bontà di Roma, con figure e riporti di getto ... (oltre a vecchio torribolo e navicella dati in ...) tal torribolo pesa once 75 e 6/8 e con sua fattura costa £ 524.10.6.

1710 si è comperato un horologgio grande fatto di ferro che batte nella campana grossa dall'horologgiero M. Bartolomeo Pannini che sta a Monte Albano nel Modenese £ 125.

1711 fu fatta una Pisside d'Argento di once 16.

1712 Fu donato un Rituale Romano legato in pelle e guarnito d'argento con due fermagli. Opera della Stamperia Baglioni di Venezia in data 1708.

1713 in quest'anno si sono ammalate le bestie bovine in parecchi luoghi e ne sono morte in circa trenta in questa comunità. Si sono fatte diverse divotioni, processioni espositioni del Venerabile et ultimamente per le feste di Natale il giorno di S. Giovanni si fece la processione a S. Rocco e si fece in fine della processione con l'immagine si S. Catterina nostra di B.a chiamata ed invocata per nostra protettrice una oblatione al suo altare nella sagrestia di otto candelieri d'ottone con sue candele e si cantò dal curato la Messa in rendimento di grattie alla Santa per mezzo della quale furono liberati li nostri bestiami dal male contaggioso. In prima si ha fatto alli 15 ottobre un Offitio di Messe 22 dette all'altare di S. Antonio Abate oltre alle altre che sono state fatte avanti e dopo etc. molte se ne sono dette in Sagrestia all'altare della Santa che si è quella che ci difenda sempre amen. (a lato particolare del dipinto di Barbara Sirani conservato in sacrestia.

1714 in questanno il fine di agosto si amallarono quasi tutte le bestie in questo Comune e ne sono morte da cinquanta in circa, e più si sono fatte diverse espositioni del Venerabile, diverse divotioni, messe con numerose illuminationi e tutti sono concorsi con grande devotione e limosine, che il Sig. Iddio ne renda il dovuto premio a tutti.

1716 ìl 30 Novembre venne una piena grossissima e Reno andò fuori da per tutto e venne quì a casa avanti la porta alta un piede.

1716  Speso per una Croce d'Argento, bontà di Roma, che pesa once cinquantasei e tre ottavi ... con sua anima di legno che costa in tutto con la fattura del Sig. Gio Batta Jannelli Argentiero, lire trecento novanta quattro e soldi sedici.

1718 Donato dalla Priora del SS. Domenica Marchetti (nell'anno 1817) un messale coperto di velluto rosso con dieci placche d'argento, stamperia Nicolaum Pezzana di Venezia

1717 il 18 dicembre Reno si alzò sino al pari delli Argini e venne nel cortile sino alla porta di casa e fece di gran rotta in giù.

1718 Si è fatta accomodare la Cappella di S. Gioseffo, che era del Sig.re Bavosi, per ordine della visita fatta l'anno XVII, a spese delle Compagnie di questa Chiesa, non si essendo trovato alcuno , che la voglj fare accomodare, e prima si è raggiustata la Pittura, che era fatta guasta ..., fatta dipingere la Cappella come stà ... si è speso in tutto lire centoottantanove, et si è scritto a lettere maiuscole  dietro la scafetta dell'Altare le parole "SUMPTIBUS SOCIETATUM Anno 1718" e quando li Patroni restituiranno li detti denari, la Chiesa renderà alli detti la patronanza di d.a Capella, oltre che ci vogliono ancora altre spese e chi li vuole celebrare la messa, bisogna li mantenga li lumi.

1720 il podere dei Padri di S.Salvatore era allo stradello (ora Via) di Corticella. La Torre Verde era dei PP. dei Servi; Il fondo che era dei PP. di Galliera era passato all' Avv. Colonna.

1721 il 12 Settembre Reno si alzò e venne nel prato quì a casa ed alquanto sotto al portico della teggia, e se non ci erano le rasasine veniva nel cortile.

1722 Nicolò Sega lasciò in testamento alle suore Gesuate della SS. Trinità in Via S. Stefano a Bologna il dipinto che era nel suo oratorio di S. Rocco di Trebbo di Reno (loc. Case Osti). L'opera è attribuita al Guercino e alla sua scuola.

Nel quadro in basso a sinistra è rappresentato il Predio di San Sebastiano e S. Rocco com'era allora, l'oratorio si riconosce sulla destra.

Il dipinto è ancora conservato nella sacrestia della stessa chiesa della SS Trinità.

1724 fu dipinta la cappella di S. Anna a spese delle RR. Madri di San Guglielmo.

1728÷1730 Le molte opere compiute dal parroco Simoncini sono collegate alla futura visita pastorale del Card. Prospero Lambertini

1733÷1778 Resse Don Gio: Francesco Antonio Belisi

nominato con bolla 14 Aprile, prese possesso il 15 detto, morì d'insulto apoplettico il 28 Luglio 1778, è sepolto in capella S. Antoni Patavini (forse da lui costruita e ora del Sacro Cuore) il 30 Luglio vi fu uffizio funebre a suffragio con 71 Messe.

Don Bellisi nomina la parrocchia de Trebbio. Era proprietario del fondo posto a Torre Verde.

1734 fatto il baldacchinonovo con sua cassa in cui si conserva £ 841.2.6 (ancora conservato)

1735 Leggio in legno di rovere e decorazioni in argento sbalzato, a forma di parallelopipedo con cornice inferiore e superiore aggettante. Tutto intornouna ricca e preziosa decorazione di girali, volute, ricci e scudetto in argento. In alto una cimasa ribassata a doppia voluta raccordata al centro da due girali intrecciati. Sullo scudetto centrale è inciso il Battista. Piedi a cipolla.

Su tutte le parti in argento due punzoni con le sigle F/N e "calice"

Dal libro dei morti si rileva che il 14 febbraio 1738 Andrei del fu Filippo Sarti fu sepolto in sepulcro familiae Belisi in suae Ecclesia tal che si arguisce che fino da questo tempo i Bellisi possedevano una tomba di famiglia in chiesa.

Il 24 ottobre ci fu la visita del Card. Lambertini e tutto fu trovato in ordine e ben provisto. Sono nominati gli altari, Maggiore, del SS. Crocifisso spettanti alla Chiesa, a S. Anna delle MM. S. Guglielmi Bononie, S. Giuseppe ad ecclesiam spectans, S. Rosari, B.M.V. de Monte Carmelo e tandem S. Catt. de Bononia. Gli oratori visitati sono: S. Rocco dei nobili Sega; B.M.V. dei nobili de Bolognetis, S. Josept. spectans ad statum DD. Bavosis; Assumptonis B.M.V. de Verardinis (foto a lato) et oratorium domesticum nobilibus de Fabis.

1738 si spese per il baldacchino nuovo per fare l'esposizione del SS. £... , all'indoratore £ 76.6

Il tronetto processionale è realizzato in legno dorato con otto colonnine binate con capitelli a fusto scanalato. E' opera di buona fattura e fu restaurato nel 1883 dall'Istituto dei Sordomuti e dallindoratore Cristi.

Fu esposto nel 1927 a Bologna per il Congresso Eucaristico Nazionale.

1741 per un ombrella di damasco bianco £20.8

1748 il 19 Maggio vi fu la visita del Can. Prevosto Filippo Fava deputato di S.S. Benedetto XIV tuttora amministratore della diocesi di Bologna. Sono nominati gli altari: maggiore, del S.S. Rosario, di S.Anna (delle RR.MM. di S. Guglielmo, della Visitazione, del SS. Crocifisso. Fu ordinata la riparazione della cupola del campanile prima dell'inverno per prevenire maggiori danni dall'acqua filtrante per le lesioni. Si nominano gli oratori dell'Assunta del Sig. Conti, (foto a lato) quello dei Sig.ri Garfagni (ordinando che la chiave stia sempre presso il contadino per commodo del parroco per le S. Comunioni) quello della Natività ossia di S. Giuseppe dei Sig. Fantuzzi.

1748 Le anime erano allora all'incirca 450. 

 

A lato il I° Mistero "L'Annunciazione" particolare dal dipinto all'altare del Rosario.

1755 il 21 Ottobre vi fu la 1a visita del Card. Vincenzo Malvezzi: sono nominati i seguenti altari... della B.V. del Rosario a proposito del quale di richiamare il Can. di S. Petronio Ercole Cupini rettore dell'annesso beneficio semplice di esibire i titoli di nomina e dimostrare l'adempimento degli oneri; della B.V. del Carmelo annesso al ... di questa chiesa che è qualificato oratorio della Confraternita del SS. Crocifisso e degli Agonizzanti. ... quello della B.V. Assunta del R.mo Rocco Sebastiano Conti Can. di San Petronio, quello della B.V.M.  S.Carlo Cardinale ed altri Santi del Sig: Alberto Garfagni, quello di S. Giuseppe del Sig. Marsilio Gioannetti e quello della B.V.M. alias di San Rocco dell'Ill.mo Lattanzio Sega.

A lato il II° Mistero "Visita di Maria ad S. Elisabetta" particolare dal dipinto all'altare del Rosario.

1755 nella pisside nuova per il viatico £ 17.15.4

In quest'anno fu riparata e ricoperta di rame la cupola del campanile con una spesa di £ 1651.8 contro offerte raccolte per £ 584. Sulla piccola doccia di rame della guglia del campanile sono incise dalla parte sud-est le seguenti parole: Mattia Guizzardi coperse di rame l'anno 1755.

1778÷1800 - Resse Don Pellegrino Torri 

già parroco di Paderno fu quì trasferito con bolla 4 Settembre 1178, registra nei libri parrocchiali fino al 24 Luglio 1800 nel qual tempo pare rinunciasse alla parrocchia.

1780 Giacomo Aless. Calvi detto Il Sordino nacque in Bologna nel 1740, circa nel 1780 dipinse una Sacra Famiglia per l'onorevole nostro cittadino Pellegrino Cappi, posta in una sua villa al Trebbo (ora Villa Stagni) - così nella vita del Sordino scritta dal Grilli Rossi che inoltre dice che questa Sacra Famiglia fu giudica del Sordino scritta dal Grilli Rossi che inoltre dice che questa Sacra Famiglia fu giudicata bellissima.

1782 il Sommo Pontefice Pio IV (Braschi) giunse a Bologna il giorno 8 Marzo albergò a notte a San Domenico, e poi alle nove si partì dai Padri Domenicani alle ore una diede la benedizione nella ringhierata del Palazzo del Pubblico e immediatamente partì per la porta delle Lame e passò da questa chiesa alle ore 15 proseguendo per Cento (Fe) ove albergò, proseguendo poi per Vienna per incontrare l'imperatore Giuseppe II. 

1788 si fece costruire il volto (cupola) del presbitero e del corpo (navata) del tempio.

1790 Fu edificata la facciata attuale giovandosi  dell'opera e del pensiero di mastro Sebastiano Brighenti noto per avere eseguito circa novanta interventi nelle chiese della provincia di Bologna che ancora oggi si riconoscono per lo stile architettonico che distingue i suoi lavori.

1791 La Torre Verde (così detta) era di una famiglia Ghermandi che vi abitava. Prima del 1785 era dei Bellisi.

La casa dell'Avv. Salina era dei PP. delle Grazie.

La casa di Rizzi era dei PP. Serviti.

Una casa dei P. di S. Salvatore passò al Collegio di Spagna Via Muraglia).

La casa che poi fu del M. Gnudi era del Collegio dei Gesuiti.

1796 Le truppe francesi di Napoleone asportarono dalla chiesa un antico e grande ostensorio d'argento. Nel mese di Luglio il governo emanò un editto che obbligava, entro tre giorni, i parroci e gli amministratori delle chiese non consacrate a portare l'argenteria tutta alla giunta nel monastero di S. Salvatore a Bologna. Perciò a detta giunta fu portato: una croce grande da asta, un turibolo con navicella, un calcedrino con aspersorio, un ostensorio da reliquia, un ostensorio del SS.mo, una baciletta, ampolle da vino ed acqua e un campanello. Questo argento fu ridotto in verghe e ne fu rilasciata ricevuta, conservata nell'archivio di credito, a ragione di Lire cinque all'oncia, benché fosse argento di Roma.

1798 il 10 Agosto e fino al 10 Luglio 1799 il parroco ne fu assente perchè rimosso dal Direttorio della Repubblica Cisalpina, forse per ragioni politiche, è il D. Antonio Sandri che lo sostituisce firmandosi come oeconomus fu anche detto da qualcuno prete intruso.

Egli denomina la parrocchia S. Gio. Batt. de Trebo. Dalle registrazioni del libro morti si rileva che dopo il 1779 trattandosi di famiglie distinte si comincia a dire che i morti furono sepolti in arca lucis ecclesiae ed ivi si tumulavano anche i membri della famiglia Belisi. Don Pietro Antonio Belisi di anni 59 morto in domo propriail 15 Giugno 1798 fu sepolto in arca nova presbiterii. Restò debitrice la chiesa nel mese di Agosto alla partenza del parroco, per le due balaustrate appena poste in opera da pagarsi al Sig. Fontana ed eredi Zellini £ 677.16.4.

1799  Nota come al principio di Luglio fu restituita al R. Paroco la libertà di esercitare il suo ministero e ciò per la disposizione della Repubblica Cisalpina la quale lo aveva rimosso inocentemente, onde in tale frattempo niente si ritrova descritto in questo libro. Altre nota apposta nel libro conti del Purgatorio - Notasi che essendo stato il R. Paroco rimosso dalla chiesa per ordine del Direttorio di Milano li 10 Agosto 1798 ed essendo stato solamente restituito alla sud. chiesa alli 10 di Luglio dopo che la Repubblica Cisalpina fu distrutta, e rimosso il sacerdote intruso per ordine dell'Em.o Gioannetti Arcivescovo, in tale frattempo non si ritrova cos'alcuna di scritto appartenente alli conti. Le registrazioni terminano il 24 Luglio 1800.

1800÷1824 - Resse Don Ferdinando Atti 

prese possesso il 25/7/1800, morì il 14 Sett. 1824 (dal libro dei morti).

1800 dopo le soppressioni Napoleoniche:

 il sito di Stanzani       era delle RR.MM. di San Matteo

 il sito dei Casarini       era dei   PP. di S. Giorgio

 il sito dei Verardini     era dei  PP. dei Servi

 il sito dei Mar. Gnudi   era dei Gesuiti

 il sito di   Bonini          era  delle mad. degli Angeli (Via S. Giuseppe)

 il sito dell'Avv. Palmia era delle madri delle Grazie

 il sito di     Ricci Luigi   era dei PP. dei Servi (Via Lame 354)

1806 REGNO D'ITALIA  Il Sindaco della Municipalità del Trebbo

Durante il precedente periodo repubblicano nelle sedi di parrocchie o centri urbani erano costituite "le comuni" che amministravano attraverso due organi "Municipalità"  e "Consilio Comunale". Nel 1805 con l'incoronazione di Napoleone a Re d'Italia si formò il "Regno d'Italia" come risulta dal documento conservato nell'archivio parrocchiale con il quale il Sindaco, certificava la morte di una residente della "Comune del Trebbo" con questa comunicazione al parroco che manteneva le registrazioni dei defunti.

Il 12 luglio 1809 la banda di renitenti alla leva Napoleonica, capitanata da Prospero Baschieri assaltò la sede del Comune del Trebbo incendiando i registri , ed altri documenti di contabilità, sottraendo pure 100 zecchini dalla cassa del Sindaco Martinelli.


1809 per accomodare la statua della B.V. del Rosario £ 140.

1811 riscosse per cartelle vendute in riscontro dell'argenteria di questa chiesa perche sumministrata al Governo del capitale di £ 1100.

Don Atti comincia a registrare nei libri parrocchiali il 5 Agosto 1800 e prosegue fino al 6 luglio 1824.

Ai 2 Sett. 1801 morì Maria Travaglia moglie del Sig. Pietro Gioannetti e fu sepolta nell'arca della chiesa. Il 10 Dic. 1802 morì Gio. Batt. N. Pellegrino Cappi nel palazzo proprio (Via Lame 259) e fu sepolto ante postem maiorem lucius eccl. in deposito: e nel 1803 fu sepolto anche un Lorenzo fu Antonio Bellisi. Nel 10 Sett. 1804 morì Pietro Guermandi fu Francesco in domo propria e fu sepolto in deposito ante magnam portam eccl. ad descteram ab ingressu; la madre di don Atti Anna fu Giovanni Sanuti di anni 87 morta il 29 Luglio fu sepolta in deposito ante ... maiorum lucis ecclesie ad latum sinistrum in ingressu. Il R.D. Vincenzo fu Marsilio Gioanetti morto in domo propria rurali a 63 anni l'11 sett. 1807 fu sepolto in deposito ad sinistram fori minoris lucis eccl. in ingressu.

1821 turibolo con navicella e cucchiaio in argento dono del Priore Vincenzo Cati. Corpo su piede decorato a fogliette d'acanto in forma di scodella, decorato da ovuli e corona superiore di foglie lanceolate. Navicella con decorazioni analoghe e due scudetti sul coperchio con incisi la Vergine, il Bambino e San Vincenzo Ferreri e, al sommo il Battesimo di Cristo. Sul fondo due punzoni.

1821 turibolo con navicella e cucchiaio in argento dono del Priore Vincenzo Cati. Corpo su piede decorato a fogliette d'acanto in forma di scodella, decorato da ovuli e corona superiore di foglie lanceolate. Navicella con decorazioni analoghe e due scudetti sul coperchio con incisi la Vergine, il Bambino e San Vincenzo Ferreri e, al sommo il Battesimo di Cristo. Sul fondo due punzoni.

1832 Ostensorio in argento con dorature nei raggi e nella base, raggera con otto teste alate di angeli.

Realizzato dall'argentiere F.lli Zanetti di Bologna. 

1833 il 19/9 visita del Card. Opizzoni.

1837 morì Don Domenico Ballerini figlio di una Vivarelli, capellano di questa chiesa di anni 89 e fu sepolto nel cimitero.

La pala maggiore del Gessi fu restaurata dai pittori Vincenzo Rasori e Antonio Muzzi.

1838 dall'inventario si conferma che il quadro del Gessi fu restaurato dal Rasori. A quel tempo la via Crucis era costituita da stampe su carta.

Nel cimitero fu edificata la Cappella Mortuaria dal Sig. Vincenzo Pedrini.

Il medico era Vivarelli Eliseo fratello del parroco.

Lo Stato delle anime redatto il 24 Marzo 1838 presenta 815 anime di cui 407 maschi e 408 femmine.

1839 lo Stato delle anime redatto il 15 Marzo 1839 presenta 806 anime di cui 409 maschi e 397 femmine. 131 sono i nuclei familiari. Don Martino Guzzini di anni 37 era il Capellano.

1841 il Dott. Ing. Ferri fabbricò una barca nuova che consentiva un servizio di traghetto tra le sponde in condizioni di maggiore affidabilità. Questo consentiva la posa di un ponte galleggiante fisso nei periodi di magra, nei restanti la barca traghettava i passeggeri utilizzando un cavo di transito di canapa.

1842 nel giorno 14 Sett. ore 2 pom. vi fu inondazione per la pioggia che cadde per due giorni e due notti continue: tutto fu allagato, nella canonica vi era un piede d'acqua sul pavimento: non entro nella chiesa.

Lo Stato delle anime redatto nell'anno 1855 presenta 825 anime di cui 432 maschi e 402 femmine. I nuclei familiari erano 128.

1846 il 17 Settembre morì Gian Battista Bellisi fu Giuseppe possidente e fu sepolto nel cimitero parrocchiale in deposito contiguo al muro della Chiesa.

Lo Stato delle anime redatto nell'anno presenta 799 anime di cui 422 maschi e 377 femmine. I nuclei famigliari erano 129.

Nell'anno la popolazione è calata di 42 anime.

1844 La Chiesa come appare in una incisione dell'epoca. La canonica fu poi ampliata sul fronte stradale. Sulla destra della chiesa si notano le mura del cimitero che attestano l'autonomia della "Comunità del Trebbo" prima dell'accorpamento delle preesistenti, nell'attuale più vasto Comune di Castel Maggiore.

 

1850 Casa del Sacrestano la costruzione risale intorno al 1850 ed è posta al lato ovest della corte della canonica. Questo fabbricato era destinato a stalla e rimessa e sopra la stalla esisteva il fienile. Una porzione del fabbricato era destinata ad abitazione del sacrestano. Attualmente il fabbricato è adibito ad aule di ricreazione e catechesi dei giovani.

1853÷1891 - Resse Don Pietro Spisani era nativo di Minerbio

Prese possesso l'11 Dicembre 1853 e morì curato l'8 Luglio 1891.

1853 Cronaca Parocchiale

Nel Nome della SSma Trinità Padre, Figliuolo, e Spirito Santo, coll'aiuto di Maria SSma Immacolata si dà principio al racconto degli avvenimenti della Parrocchia del Trebbo d'anno in anno dal giorno del possesso fino alla morte del Parroco Cronista dichiarando il medesimo di non intendere con ciò all'offesa di chiunque possa esser nominato come autore di qualche fatto disonorante, ma discriveva unicamente per istruzione dei pempi futuri, essendo intimamente persuaso che le cronachie annuali minutamente registrate sono di grande giovamento per la storia.

Alle ore due pomeridiane del giorno undici di Dicembre dell'anno (1853) mille ottocento cinquantatrè l'eletto parroco del Trebbo D. Pietro Spisani prendeva possesso del parrocchiale Benefizio e della Chiesa del Trebbo.

Al suo arrivo in Parrocchia trovò schierati dal Cancello alla porta della Canonica i Confratelli della Compagnia degli Agonizzanti, il Molto Rev.do Sig. Don Emidio Lapi Arciprete Plebano di Corticella, e Vicario Foraneo con cotta, mozzetta, e stola sulla soglia della porta per riceverlo, e condurlo processionalmente alla Porta della Chiesa, dove colle sue mani, gli mise indosso la cotta, stola parrocchiale, datagli l'acqua santa, savviò con esso all'altar Maggiore per adorare il SS.mo Sacramento.

Compiuta l'adorazione e praticate le cerimonie del possesso del Ciborio, Confessionale, Campanerie e Porta della Chiesa il parroco novello montò sul ... , e tenne analogo discorso alla popolazione, che stava gremita in chiesa, poscia fu data dal medesimo la Benedizione col Venerabile Sacramento.

Terminata la sacra Funzione sandò alla Canonica accompagnato s'intende da tutta la popolazione maschile (che per inaudito abuso soleva introdursi a piacimento in tutti gli ambienti della Canonica, e persino in cantina ad assaporare il miglior vino che vi fosse) e intanto che aspettava che allestissero i cavalli per far ritorno alla città in compagnia dei due congiunti suoi, che lo avevano accompagnato al Trebbo diresse preghiera al Rev.do Capellano D. Paolo Arienti, che avea servito da economo, perché si trattenesse alquanti giorni in parrocchia.

Era costui un Ometto di bassa statura, piuttosto pingue, con in fronte due occhi schizzanti fuoco e dominato da perpetuo moto nella persona, che movea a riso chi per la prima volta lo vedea.  Appena vide che le parole del Parroco erano a lui dirette senza aspettare che esso terminasse la frase per ben intendere cosa gli si domandava rispose bruscamente con un = se andiamo d'accordo=

Sorrise il Parroco a si inopportuna risposta, ed assicurò l'Arienti che sarebbe qualunque discussione impossibile perchè esso partiva immediatamente per Bologna, dove trattenevasi per alcuni giorni, lasciandolo alla direzione della Parrocchia con tutti gli oneri e onori, come quando era economo. Divenuto baldanzoso per l'avuta comunicazione si rivolse a un Contadino (Domenico Volta) che stava ritto accanto alla finestra: vedi, gli disse, tu che dicevi al Parroco nostro che mi cacciasse dalla Parrocchia perchè non ero buono da niente, il Vescovo mi ha fatto Economo, e il nuovo Parroco mi da da fare le sue veci.  Il povero Contadino confuso non seppe rispondere  che un Io? in modo interrogatorio. Si tu ripigliò con molta animosità, tu coglione, tu ... accusò.

...dette anche di più se una vocina, che era quella della servente della Canonica non istrillava forte " l'ho detto io , ma la gatta quella vecchiotta". Uno scroscio di risa a quelle parole scoppiò nel ... ... la questione.

Alzossi il Parroco, e preso per mano D. Arienti s'avviò verso la carrozza dicendo ha udito? la colpa è del vino: non si lasci dunque più guidare dal vino ma dalla carità, che deve a preferenza ... praticarsi. Ciò detto, salutò tutti e partì per Bologna.

Ritornato in Parrocchia la sera del 14 Dicembre provvide pane, vino e legna per uso e consumo degli abitanti in Canonica pagando tutto ad alto prezzo; perchè l'annata fu carestiosa. Il vino della primizia a 3  ... la Corba, i fasci a 6 il Carro, e il Frumento, che venne somministrato dal Contadino del Benefizio Parr.le a 4=30 la Corba.

1854 dallo stato delle anime compilato il 30 Aprile il totale era di 899 di cui 636 si comunicavano.

1855 lo Stato delle anime redatto il 12 Aprile 1855 presenta 909 anime di cui 655 si comunicavano.

Era Capellano D.Antonio Biagi di anni 27.

Cronaca dell'anno 

Trentuno sono i morti in Parrocchia. 14 Maschi e 17 Femmine.

Dalla nascita agli anni 10 = 11

Dai 10 ai venti = 3

Dai venti ai trenta = 1

Dai trenta ai quaranta = 3

Dai quaranta ai cinquanta = nessuno

Dai cinquanta ai sessanta = 3

Dai sessanta ai settanta = 5

Dai settanta agli ottanta = 5

Muniti dei sacramenti 18.

I raccolti sono stati abbastanza abbondanti. Compravasi il Frumento a 2-80 la Corba. L'Uva a 18 la Castellata e i fasci a 5 il Carro.

Tre nuove funzioni sacre sonosi fatte in Chiesa, cioè la predicazione festiva quadragesimale, il mese di Maggio alla Cappella della B.V. delle Grazie, ed il triduo con festicciuola di Gesù Nazareno nel mese di Ottobre. Il Curato ha predicato in tutte tre le circostanze, e la popolazione accorreva numerosa ad ascoltare la parola di Dio, facendo offerte sufficienti al mantenimento della cera, e pei compensi dovuti agli inservienti laici. L'avanzo della raccolta, e specialmente quella fatta nella predicazione quaresimale fu impiegata nel rifacimento degli apparati...

Nel dì 19 Febbraio una deputazione degli abitanti del Quartiere di sopra (zona verso Bologna) con a capo il Sig. Giuseppe Osti possidente si presentò al Parroco.

Lo Stato delle anime redatto il 05 Ottobre 1857 presenta 859 anime di cui 617 si comunicavano.

1857 il 5/10 visita del Card. Michele Viale-Prelà, si rileva che a quel tempo vi erano nella chiesa oltre l'altar maggiore e quello di Sagrestia dedicato a S. Caterina da Bologna, cinque altari laterali è cioè di un lato quelli del SS. Crocifisso, di S. Vincenzo Ferreri (ora Sacro Cuore), di S. Antonio Abate (o S. Anna), e dall'altro quelli del Rosario e di Gesù Nazzareno (o S. Giuseppe). Riguardo a quest'ultimo fu ordinato si restaurasse l'altare e il quadro sostituito.

Gli oratori sono 5 e cioè S.M.Assunta presso la Villa Conti ( Via Corticella), S. Croce presso Villa Pasi (foto a lato), S. Giuseppe del Sig. Masotti (Via S. Giuseppe), S. Maria Assunta (Torre Verde) degli eredi Negri, SS. Rocco e Sebastiano degli eredi Conte Segni.

1858 In Maggio si fece un triduo alla B. Vergine delle Grazie per ottenere la liberazione dagli insetti che rodano la foglia d'olmo. 

1858 Luigi Gardini priore della compagnia, il 10 giugno, procurò il dipinto Transito di San Giuseppe di Lucio Massari. Il suo figlio Giuseppe era colono in un podere del Marchese Matteo Conti Castelli proprietario della attuale Villa Isabella lungo la Via Corticella e degli annessi poderi. Il Marchese morì nel 1855 ed in seguito furono venduti numerosi beni e probabilmente anche il ns. quadro che gli era pervenuto per eredità. Nell'inventario del Notaio Lodi Giuseppe si scrive che il canonico Ascanio Castelli in data 17/11/1693 lascia in eredità alla sorella Isabella Castelli anche il dipinto " San Gioseppe dicono che sia del Massari". In seguito Piero Conti sposò l'ereditiera Camilla Rosa di Carlo Castelli i cui discendenti adottarono il cognome Conti Castelli. Nel 1768 il Duca di Modena li nominò Marchesi.

 

1859 fu eretta la Via Crucis formata da quattordici formelle in teracotta opera di un sacerdote di Lizzano.

1859 l'altare maggiore è dedicato a S.Gio. Battista, i sei altari delle cappelle sono dedicati: il primo entrando a destra a Gesù Nazareno (fatto nel 1859 in legno marmorizzato con filetti dorati, la scaffa col ciborio sono più antichi), il II all'Immacolata, il III alla B.V. del Rosario, il primo entrando a sinistra a S. Antonio, il II a S. Vincenzo Ferreri e il III della Compagnia del SS. desicato al Crocifisso. Quello di sacrestia è dedicato a S. Caterina de Vigri.

Lo Stato delle anime redatto il 17 Maggio 1859 presenta 876 anime di cui 632 si comunicavano.

1859 fu donato da Don Vincenzo Spisani al fratello parroco del Trebbo il quadro di Alessandro Guardassoni "Beata Vergine Addolorata" è una copia dell'omonima icona venerata e conservata nella chiesa Arcipretale di Minerbio.

Restaurato nel 2011 da Cornelia Prassler.

1861 Il pittore Sante Nucci dipinse la cupola semisferica del presbiterio rappresentando al centro la SS. Trinità, la Vergine Maria e S. Giovanni Battista inginocchiato. A sinistra i personaggi del vecchio testamento Ruth, Re Davide e Mosé. Alla destra del nuovo testamento con S. Pietro, S. Paolo e i quattro Evangelisti, tutt'intorno Angeli in Gloria, Angioletti e cherubini. Nei quattro pennacchi episodi della vita del Battista.

1864 Fu versata la prima rata di anticipo pari a 500 lire ai marmorini di Bologna Venturi Davide e Costantino Dal Buono che assunsero l'impegno di fare il nuovo altare maggiore.

1868 La solenne cerimonia della consacrazione della chiesa si compì la domenica 11 Ottobre dal Vescovo Mons. Antonio Canzi e dodici croci di ottone dorato si vedono murate nelle pilastrate della chiesa. 

1869 Trebbo 15 Febbraio. Dietro invito dato dal parroco ai signori infrascritti Amministratori Parrocchiali si sono radunati in Canonica i Sigg. Dott. Raffaele Stagni Rettore, Sig. Gaetano Capelli Priore, Sig. Luigi Corazza Camerlengo, Dalli Luigi Segretario, per la revisione dei Bilanci dell'anno 1867-68. Non che per la nomina interinale del Campanaro in sostituzione dell'attuale Emidio Bertuzzi che presentemente rinnova la sua rinunzia all'uffizio del Campanaro du questa Chiesa per essere stato eletto Campanaro della vicina Chiesa di San Bartolomeo di Beverara e darà la consegna all'eletto domani a mezzogiorno. Partito da questa camera il Bertuzzi si è data lettura delle petizioni degli Aspiranti all'Uffizio vacante di Campanaro.

1° Cesare Fraboni della parrocchia di Castagnolino, pratico del suono delle campane e del servizio di Chiesa.

2° Cesare ed Enea fratelli Nesi di Corticella pratici del suono delle campane e del servizio di chiesa ed uno del suono dell'organo.

3° Giulio Tonelli di Rigosa pratico pel suono delle campane e servizio della chiesa.

4° Enrico Checchi di Bertalia pratico pel suono delle campane e servizio di chiesa.

5° Enrico Merighi di questa parrocchia pratico pel suono delle campane.

6° Zefferino Garelli di Ceretolo pratico pel suone delle campane.

7° Cesare Scanavini di Bondanello pratico pel suono delle campane, pel servizio di chiesa e pel suono dell'organo.

Ponderati con attenzione gli attestati dei Parroci rispettivi intorno alle qualità e condotta degli aspiranti, non che la loro condizione e facilità di potere campare la vita col reddito della Campaneria in unione del manuale lavoro, del lavoro loro particolare, l'Amministrazione Parrochiale ha creduto di provvedere tanto al bene della Chiesa Parrocchiale del Trebbo, quanto dell'individuo eletto nominando all'Uffizio di Campanaro Cesare Scanavini di Bondanello pel tempo che corre dal giorno di domani fino alla Domenica di Passione, che cade alli 14 di Marzo, nel quale giorno saranno convocati tutti i capi famiglia del Parrocchia per confermare il suddetto se è di loro piacimento mediante squittinio segreto; e nel caso che l'ora nominato campanaro non soddisfacesse ai medesimi passare alla nomina definitiva di un altro soggetto, sempre però a segreto squittinio.

Dopo ciò si è data lettura dei due bilanci suindicati dell'anno 1967 e 68 che sono stati approvati e firmati come di regola. Ringraziando il Signore si è sciolta l'addunanza.

Canonica del Trebbo 14 Marzo 1869.

Ripetuto l'invito pubblico dall'Altare a tutti i Capi famiglia della Parrocchia perchè intervengano alla nomina del Campanaro da eleggersi si sono radunati in Chiesa:

il Parroco, il Rettore, il Priore, il Camerlengo, il Segretario, Ermenegildo Bellisi, Serafino Sarti, Vignoli Davide, Lorenzoni Raffaele, Querzè Pietro, Lucarini Luigi, Negroni Gaetano, Gamberini Pietro, Checchi Gaspare, Giuseppe Beghelli, Gardini Domenico, Boni Vincenzo, Zannini Vincenzo, Grandi Luigi, Zanotti Giacomo, Negroni Cesare, Gardini Pietro, Dalla Francesco, Tagliavini Filippo, Marchesi Francesco, Gardini Giuseppe, Grassi Vincenzo, Gaetano Pizzirani, Paolo Calari

invocato il Divino Aiuto il Parroco ha aperto coi suddetti la seduta.

Dopo lettura dell'atto dell'Adunanza Parrocchiale si è venuto ai voti.

Il primo proposto alla votazione è stato Cesare Scannavini di Bondanello il quale ha avuto voti bianchi 17 e 11 neri.

Il secondo Cesare Frabboni ha avuto voti bianchi 2 e voti neri ventisei.

Il terzo Checchi Enrico ha avuto tutti i voti neri.

Il quarto Enrico Merighi ha avuto voti bianchi dieci e diciotto i neri.

Il quinto Zefferino Garelli ha avuto voti bianchi otto e voti neri venti.

Il sesto Giulio Tonelli ha avuto voti bianchi 4 e voti neri 24.

I fratelli Nesi sono stati esclusi a voto pubblico.

Dopo ciò è stato eletto e confermato il Campanaro provvisorio (dall'Adunanza Parrocchiale eletto precedentemente quale interino) con voti diciasette bianchi e undici neri, e salutato dalla generalità degli intervenuti Capi famiglia Cesare Scannavini ottimo ed eccellente Campanaro.

Ringraziato di cuore il Signore si è sciolta l'adunanza.

1871 Casa del campanaro questo piccolo fabbricato è aderente alla canonica ed ha accesso dalla corte della canonica. Fu costruito nel 1871 con il ricavato della vendita di una analoga casa esistente a settentrione della chiesa, al Municipio di Castel Maggiore stante l'esigenza di ampliare il Cimitero allora adiacente alla chiesa stessa, come risulta dal rogito del Dott. Vannini del 20/11/1869. Attualmente è adibita ad uso Oratorio dei ragazzi.

1871 era chirurgo Filippo Certani.
Vi era un maestro di scuola e si chiamava Gaetano Massi.

1872 la popolazione era di 900 anime.

Canonica del Trebbo

Questo di 10 Luglio 1872

Radunatesi in questa Canonica i sottoscritti Signori Amministratori Parrocchiali per la Revisione dei Bilanci dergli anni 1870 e 1871 hanno approvato le spese relative ai medesimi come si legge nelle quattro pagine precedenti.

Conosciuto il bisogno che vi è nei giorni festivi di una località a parte o riparata per poter spandere acqua senza indecenza o scandalo sono venuti nella determinazione di erigere tre orinatoi, due sul muro del Cimitero dalla parte di ponente e settentrione un terzo nel muro della Canonica. Inoltre per aderire al desiderio di sua Eminenza Reverendissima, hanno fissato di spostare la Porta secondaria della Chiesa collocandola nella Sacrestia Vecchia mediante ingresso dal muro del Cimitero costeggiante il muro settentrionale della Chiesa, passando sopra il marciapiede che copre le tombe di famiglia particolari. Per comodo poi di quei Parrocchiani che hanno la consuetudine di entrare in Chiesa dalla parte del Campanile si aprirà un altro ingresso nella detta Sacrestia vecchia e presisamente dove trovasi ora la finestra contigua al campanile.

Il parroco a nome dell'Amministrazione farsi le istanze al Comune per ciò che riguarda il lavoro del muro del Cimitero all'Eminentissimo per ottenere la sanzione del traslocamento della Porta.

Occorrerà in quest'ultima istanza rinnovare alla memoria del Eminentissimo il motivo del traslocamento di detta porta degli uomimi e sono:

1° la regolarità interna della Chiesa che si acquisterebbe erigendo come si vuol fare "un altare dove ora trovasi la porta."

2° lo scopo di togliere lo scandalo in Chiesa che ne viene dall'essere gli uomini troppo ha contatto colle donne.

Dopo ciò si è ringraziato il Signore e sciolta l'adunanza

Don Pietro Spisani  Presidente

D. Raffaele Stagni  Rettore

Gaetano Capelli      Priore

Luigi Corazza         Camerlengo

Luigi Dalli              Segretario

1873 I parrocchiani donarono gli attuali 24 banchi da chiesa realizzati in pioppo intagliato. Recavano una targhetta con il nome del donatore, ma furono rimosse in occasione del restauro effettuato nel 1949. 

1874 fatte le balaustre agli altari di San Giuseppe e dell'Immacolata.

Dallo Stato delle Anime redatto il 15 Aprile 1874 si riporta l'indice delle Famiglie della Parrocchia.

Atti, Bianconi Gaet., Bajetti Agostino (ora Baietti), Bianconi Giulio, Baratti, Bertocchi, Bajesi, Bianconi Carlo, Beghelli, Bonazzi Paolo, Bianchi, Boni, Balotti Giulio, Bentivogli, Bajetti Celestino, Borghi, Biagi Boni, Bellisi, Bonfiglioli, Bongiorgi, Biavati, Barbieri, Baletti Gaet., Bonazzi Dom., Cavedagni, Capelli Petronio, Cremonini, Cristiani, Calari, Capelli Gaet.,Capelli Lod., Cavazza Luigi, Canova, Checchi, Cacciari, Capelli Gius., Canari, Cavazza Cesare, Comellini, Cremonini Luigi, Dondi, Diamanti, Draghetti, Dalla Ag., Dalla Venanzio, Franchi, Faccioli, Fornasini, Franceschi, Franceschini, Fava, Foresti, Gherardi, Gotti, Grassigli, Guastaroba, Gualandi, Gasparini, Giorgi, Gamberini, Gheduzzi, Golfieri, Grazia Arcang. Grandi, Grazia Cam., Garmandi Paolo, Grazia V., Garmandi C., Garmandi L., Garmandi Luigi, Gardini Luigi, Guazzaloca, Gardini Dom., Lambertini, Lollini, Lorenzoni L., Landi, Liverati, Lorenzoni Ag., Licciarini, Landini, Malossi G., Mutti, Macagnani, Merighi, Mantovani, Monari, Mengoli, Mengoli Maria, Monari, Matteuzzi, Morganti, Marzocchi Biagio, Marchesi Maria, Merighi Dom., Malossi Ces., Marzocchi L., Mazza, Marcheselli, Merighi Raff., Marchesi Francesco, Magni Pietro, Macaferri, Marzadori, Magni Mauro, Montanari, Masi, Mingardi, Neri, Negroni, Negrotti, Osti Luigi, Osti Pietro, Proni Pietro, Pesci, Palloncini, Pelliciardi, Pizzirani, Pederzoli Carlo, Picinini, Passarini, Querzè, Rossi, Rimondini, Ronzani, Roveri Cesare, Reggiani, Rosa, Rondelli, Spisani, Scannavini, Sarti Serafino, Sgarzi, Simoni, Sarti Pier Antonio, Solmi, Setti Innocenzo, Sacchetti, Stopazzoni Raffaele, Simoncini, Tonelli, Tagliavini, Tassoni, Tartarini, Tugnoli, Talmelli Filippo, Testoni Alfonso, Tomasini, Tabarroni, Tomesani, Trebbi, Trigari Gaet., Trigari Ces., Volta, Vignoli, Vannini, Veronesi Paolo, Venturi, Zanarini, Zanasi Raff., Zanasi Seraf.,

1875 Il pittore Gaetano Cavazza dipinse la cappella dell'Immacolata.

L'altare della cappella che precedentemente era l'altare maggiore consistente in due scaffe, ciborio e modioni di legno che furono dorati nell'anno dall'indoratore Carlo Costa.

1875 La statua della B.V. Immacolata in gesso modellato è del Canonico Fiegna.

Il 25/8 visita del Card. Carlo Luigi Morichini e viene ordinato che si conduca sollecitamente a termine l'altare della Immacolata costituendo una nuova cappella laterale della chiesa ove eravi una porta secondaria d'ingresso. Gli oratori sono i soliti cinque ma d'essi quello della Torre Verde è passato in proprietà di Giuseppe Vannini e quello di S. Rocco e Sebastiano dei Conti Ranuzzi.

La Marchesa Eleonora Albergati vedova del Marchese Conti Castelli donò l'oleografia del Sacro Cuore di Gesù con cornice in legno dorata che era posto come sottoquadro nella Cappella dell'Immacolata.

1877  Furono fuse quattro campane nuove utilizzando anche il bronzo delle precedenti tre campane. La famosa ditta bolognese Clemente Brighenti le realizzò. Sono dedicate: la maggiore a S. Giovanni Battista, la seconda a San Pietro, la terza a Maria Santissima e la quarta a S.Orsola V. e M.

1880 Fu comperato un organo nuovo dalla ditta Verati e Codivilla e  costò 1832 lire. L'antico del Traeri fu venduto al Conte Antonio Malvasia per 700 Lire. Fu restaurato nel 1894 perche danneggiato da infiltrazioni d'acqua. Era sistemato nella cantoria in "cornu evangelii" 

Nella foto a lato un particolare dei registri originali dell'organo.

1882 Lo scultore Bolognese Aldrovandi realizza due statue, una di S. Pietro e l'altra di S. Paolo che sono poste nei due nicchi posti nella facciata della chiesa e corrispondenti alle cappelle laterali. Sono pagate 150 Lire. 

1883 All'Istituto dei Sordo Muti furono pagate 90 Lire per il restauro del tronetto processionale e all'indoratore Cristi furono pagate 200 Lire per l'oro e fattura del trono medesimo.

1884 Reliquiario ad ostensorio di San Giovanni Battista fu donato da Don Spisani per custodire la reliquia "particulam veste pellita" del Patrono, donata alla Chiesa del Trebbo, e che apparteneva al Vescovo di Epifania Michele Viale Prelà Cardinale Arcivescovo di Bologna.

E' realizzato in argento fuso, sbalzato, cesellato e bulinato, su anima di legno intagliata e dorata, ad andamento ondulato su pianta triangolare. Due piedi leonini, corpo trapezoidale con foglie d'acanto arricciate racchiudenti uno scudetto con l'agnello e la croce. Stelo diritto scanalato imitante un fascio d'erba legato da un nastro che va aprendosi ad ombrello sotto la teca ovale incorniciata da un tralcio di campanule, grappoli d'uva e spighe. Al sommo e sotto la teca due testine di cherubini d'oro. Croce trilobata terminale. Doppia punzonatura sul nastro dello stelo. Argentiere Fuochi. Intagliatore Frabboni.

1884 Furono montati sei balaustri al di sotto delle due cantorie a lato dell'altare maggiore e si spesero per il fabbro Bellisi Alfonso e figli che le realizzo in ferro mantenendo lo stile delle altre presenti nelle cappelle laterali, 70 lire, all'ottonajo Rambaldi di Bologna che ha bottega in Via Ugo Bassi, già via dei Vetturini, la somma di lire 100 per l'acquisto dell'ottone che serve da ornamento più 98 lire per la fattura dei suddetti e al muratore Attilio Borghi per i lavori si sistemazione e posa in opera dei balaustri lire 48. 

1885 Raffaele Lorenzoni donò le due lampade in metallo argentato che pendono ai due lati della cappella dell'Immacolata.

1887 Lavori per lo spostamento del campanile che era stato realizzato nel 1665 su progetto dell'architetto Giovanni Sacchi. Fu spostato di quattro metri verso tramontana perchè essendo un corpo unico con la struttura della chiesa le vibrazioni delle campane avevano creato pericolose lesioni ed una inclinazione verso occidente di circa 60 cm rappresentava un pericolo per la incolumità pubblica.

1887 Il pittore Celestino Govoni dipinge la volta a botte unghiata della navata con rappresentazioni della vita e morte del Patrono: all'ingresso "visitazione di Maria a Elisabetta", al centro "S.G.Battista fanciullino", vicino all'arco trionfale "Salomè con la testa del Battista" anche il pregevole ornato è di sua mano

1887 il Parroco Don Pietro Spisani fece costruire nella zona precedentemente occupata dal campanile un nuovo coro della larghezza di m. 3,80 mantenendo lo stile della chiesa esistente.
Questa è composta di una navata volta ad oriente, ha sei cappelle abbastanza profonde, tre finestre a settentrione,  una ad oriente ed un’altra a mezzodì.

1888 Fu inaugurata la Tranvia Bologna-Pieve di Cento con capolinea a Porta Galliera e fermate a Casaralta, Dozza, Corticella, Trebbo, Torre Verde, Boschetto, Casadio, Argelato, Castel d'Argile ed arrivo a Pieve di Cento. Inizialmente era trainata da locomotiva a vapore chiamata "al Vapurein" fino al 1936 e successivamente da locomotiva diesel chiamata "la litureina".

Durante il periodo dell'austerità funzionava con il residuo della lavorazione della canapa e veniva quindi chiamato "al trinen di stec".

Rimase attiva fino al 1955. Nella foto la locomotiva diesel.

1888 il 24/6 (o 28/8) visita del Card. Francesco Battaglini.

Cesare Scannavini campanaro realizza il confessionale in legno di abete e di pioppo ora parz. internato nella parete della facciata a ds.

1889 fu rettificata la via Lame che passava allora davanti alla chiesa, proseguiva verso i "Casetti", voltava a destra e sbucava sulla via nella attuale zona dello stabilimento Gazzotti. Davanti alla chiesa si realizzò una deviazione curva a 90 gradi che portava al centro della "Bottega nuova" ove piegando di altri 90 gradi la via Lame nuova si collegava al vecchio tracciato.

1889 La Parrocchia disponeva di una Biblioteca circolante S. Giuseppe che comprendeva oltre 400 volumi con testi di Pindemonte, Macchiavelli, Vasari, Galilei, Petrarca, Leopardi, Pindemonte, Dante, Ariosto, Silvio Pellico, Metastasio, Marco Polo, Tasso, Monti, Virgilio, Omero. Oltre ai testi classici numerosi libri trattavano argomenti religiosi. Anche dalle parrocchie limitrofe venivano richieste per questi libri che il Parroco consegnava per la lettura. A lato una pagina che riporta le note dei libri dati a prestito.

 

1891 La gioventù del Trebbo donò l'oleografia su tela con cornice in legno dorato di San Luigi Gonzaga in occasione del centenariodell'angelico giovane. Era posto come sottoquadro nella cappella che ora è del Sacro Cuore.

1892÷1929 - resse Don Enrico De Maria

prese possesso il 17 Gennaio, fu nominato arciprete titolare il 29 Maggio 1909 e morì parroco il 7 Luglio 1929 all'età di 68 anni e dopo aver retto la parrocchia per 37 anni. Il 16 Novembre 1931 la sua salma fu ricomposta nel sepolcro approntato nella chiesa del Trebbo.

1894 Dalla Pontificia Società Oleografica si comprò il quadro di S.Agnese con cornice in legno dorato.

1895 risiedevano 240 famiglie e 1340 anime.

1901 il 6 Giugno morì Don Giuseppe Masi - sacerdote in esempio - arciprete già per sette lustri nella parrocchia di Pieve del Pino - che infermo lasciò desideratissimo - defunto settantenne a Trebbo - volle per luogo del suo sepolcro la terra che gli aveva dato i natali così scrissero il fratello ed i nipoti nella lapide che ancora si conserva nella casa  della famiglia, possidente di poderi nella località di Torre Verde, in Via Lame 350 ora proprietà Ferrari. L'esistente Via Masi nella località prese il nome da tale famiglia. Lasciò alla parrocchia un calice e diversi paramenti ancora conservati come da elenco a lato.

1901 il 24 Marzo, Istituzione  del "Pane di S.Antonio da Padova" con la cassetta di S.Antonio si raccoglievano offerte ed a cura del Cappellano don Giovanni Santandrea veniva distribuito del pane alle 25/30 famiglie più bisognose. I primi acquisti di pane furono presso la bottega Testoni. A volte invece si raccoglieva farina che veniva lavorata e cotta dal forno Mezzi. Le registrazioni delle raccolte e distribuzioni terminano nel 1926.

1910 Cessano le inumazioni nel cimitero del Trebbo che era posto sul lato nord della chiesa, ove ora è il parcheggio, le salme vennero da allora inumate nel cimitero comunale a Castel Maggiore.

1917  Era attiva a Trebbo una "Società della Ghiaia" fondata da Don De Maria circa vent'anni prima, che in forma cooperativa sfruttava la ghiaia e sabbia del fiune Reno. Si trattava di un notevole numero di lavoratori che estraevano sabbia e ghiaia dal fiume, provvedevano a vagliare e selezionare il materiale ottenendo la sabbia sia fine che quella grossa, il ghiaietto e frantumando i sassi di maggiore dimensione ottenevano la "breccia". Tramite i "birocci" il materiale veniva poi distribuito nei cantieri della bassa Bolognese.

 

1918 Fu reintrodotto il fonte Battesimale realizzato in marmo giallo di pregevole fattura. Il Battistero fu realizzato dalla Pompeo Legnani di Bologna e presenta al sommo il Santo Patrono che battezza il Cristo.

1920 l' 8 luglio Don De Maria, di ritorno da Longara ove aveva celebrato una messa si avvide che dei manifestanti pro Lega si aggiravano per il paese dopo avere assaltato l'abitazione del Mazzacurati che era il caporale della tenuta Zambonelli, sfondandone la porta si casa e catturato il "Crumiro", che si era nascosto nel granaio, e con altri ostaggi fu portato nella Palestra del Progresso a Castel Maggiore. 

L'Arciprete, arrivato in canonica, si chiuse in casa mentre i manifestanti a gran voce chiedevano al parroco di uscire e di consegnarsi a loro. Il parroco affacciato alla finestra del primo piano intavoloò una discussione con loro, ma visto che l'intenzione era quella di forzare la porta ed entrare con la forza e persuaso dalle promesse di un capopopolo che prometteva che non gli sarebbe stato torto un capello, si consegnò a loro assieme al capellano don Gombi. Ma nonostante le promesse Don De Maria si ritrovò con una pistola puntata alla testa, insultato e picchiato a pugni e calci. Furono trascinati a piedi a Castel Maggiore ma dopo qualche chilometro a causa della spossatezza il parroco, col capellano furono fatti proseguire su un camion. All'arrivo gli fu messa sulle spalle una bandiera rossa ed i due preti unitamente ad altre venti persone furono fatti sfilare fino alla sede della Lega, tra insulti ed il parroco fu perfino minacciato di morte. L'intervento della forza pubblica gli risparmiò ulteriori umiliazioni ma la tragica esperienza minò la sua salute e lo ridusse infermo in un letto fino alla morte. La sua tomba è posta nella cappella dell'Immacolata in chiesa.

1921 Nel Gennaio divenne Cappellano Don Angelo Rasori di anni 34, futuro parroco

1923 Fu dissodato il campo di inumazione del cimitero del Trebbo, le ossa raccolte ed i resti mortuari furono traslati a Castel Maggiore. La cinta muraria e la cappella furono demolite.

1924 Lo Stato delle Anime redatto il 15 Novembre 1924 indica 321 famiglie e 1734 abitanti.

1925 In occasione della visita pastorale di S.E. Cardinale Giovanni Battista Nasalli Rocca, importanti lavori di restauro furono eseguiti sia all'interno che all'esterno della Chiesa, Campanile, Sacrestia e Canonica. Lo schizzo a lato rappresenta il calcolo fatto della superficie esterna interessata ai lavori di tinteggiatura.

Fu anche l'occasione per rinnovare arredi, suppellettili, porte, armadi e pavimenti. Le spese furono a carico dei parrocchiani con un notevole contributo della Amministrazione Comunale. 

1925 Questa iscrizione leggasi dipinta allo interno dell'Oratorio di S. Rocco nel Predio di San Sebastiano di proprietà Zambonelli in Trebbo loc. Case Osti:

D.O.M.

Lactantius Felix Sega Episc-us

Amattuntinus a fundamentis erexit

Iunipera de Castelli Lucii de Comitibus uxor ampliavit

Ioseph comes Ranutius

sacellum exornari curavit

A.D. MDCCCLXXV

1929÷1956 - resse Don Angelo Rasori

fu nominato parroco nell'ottobre rinunciando per motivi di salute nel 1956.

La nipote Sandrina lo coadiuvò tra l'altro nell'insegnamento del catechismo ai più piccoli alunni.

Si ritirò poi nella sua casa di Longara ove morì il 20 Novembre 1960 all'età di 73 anni.

A lui si debbono molti degli appunti qui riportati, da lui desunti sia dagli archivi parrocchiali che da altre ricerche svolte consultando altri archivi.

1931 il pittore Carlo Baldi restaurò e decorò la cappella della B.V. Immacolata (seconda a ds.) a cura di Luigi Betazzoni. L'ebanista Filippo Gallerani fece la cornice con vetro che racchiude il nicchio con la statua in gesso modellato realizzata dal Canonico Fiegna nella seconda metà dell'800.

1935 il 24 Novembre Sacra Visita Pastorale del Cardinale Nasalli Rocca e nell'occasione furono riparati e rinnovati apparati, arredi e suppellettili, furono sparati dei detonanti all'arrivo del Cardinale erano presenti i Missionari Don Golfieri e Don Tartarini, il cerimoniere era Mons. Malavolta e Mons. Della Casa venne a Cantare la Messa Solenne.

Fu acquistato un dipinto su tela rappresentante il Battesimo di Gesù per essere posto nella cappella del fonte Battesimale. Opera del fine secolo XVII di discreto interesse con cornice in legno dorato con il Cristo al centro a mezzo busto riceve il sacramento dal Battista in piedi alla sua sinistra. Un angelo alle spalle del Cristo, gli toglie il manto. Dietro il fiume Giordano con uno sfondo roccioso in lontananza. Al margine sinistro un tronco d'albero.

 

1937 era capellano Passerini Don Giovanni.

1939 era capellano Sita Don Bruno.

1942 fu ordinata la requisizione di una grande campana del campanile del Trebbo per essere fusa per esigenze belliche. Ma quando la squadra incaricata di provvedere allo smontaggio della campana si presentò, il parroco Don Angelo Rasori si frappose all'ingresso degli addetti al campanile, opponendosi alla requisizione e dichiarando che se intendevano procedere dovevano passare sul suo cadavere. Riusci pertanto ad impedire la requisizione e le quattro storiche campane sono tutte ancora al loro posto.

1945 La conduzione della barca del Trebbo era della famiglia di Adolfo Casagrande. Nell'inverno la piena portò via due barche. Il servizio fu assicurato con altre due di fortuna e nella seguente estate, con il ritrovamento delle barche, fu possibile ripristinare la passerella fissa. 

1946 La Sig.a Giuseppina Burzi ved. Masotti morì e con suo testamento olografo aveva disposto che il quadro "Adorazione dei Pastori" che trovavasi come ancona all'altare dell'oratorio di S. Giuseppe sulla via omonima a Trebbo di Reno fosse dagli eredi consegnato alla parrocchia del Trebbo. Era indicato come opera assai pregevole e nella visita pastorale del 1700 si scrive che il quadro è di Guido Reni. Con il lascito di 3000 lire della defunta si fece il restauro perche era danneggiato dai bombardamenti. Il restauro fu curato dal Prof. Alessio Verri di Bologna nel 1946. Fu posto all'altare di San Giuseppe ove rimase fino al 1960 quando la cappella fu risistemata sostituendo il quadro con una statua di S. Giuseppe.

1947 coadiutrice del parroco e del capellano per il catechismo era Frascaroli Alessandrina.

1948 Nella conduzione delle barche subentrò la famiglia Battistini proseguendo il servizio fino a quando la piena del fiume del 1966 travolse tutto e le barche andarono perdute.

 

1950 Calice in argento con coppa e patena dorate. Nella coppa una incisione rappresenta S. Caterina d'Alessandria.

Donato da Raffaele Stagni. 

1950 Fatti accomodare n.30 panchi della chiesa con raschiatura, incollatura, svarzatura, inchiodatura giunte, instuccatura e due mani di lucido. I lavori furono fatti da Gotti Giuseppe falegname in Casadio. Si tratta dei 24 donati dai parrocchiani nel 1873 ed altri 6 delle sagrestie.

1950 Fatto costruire nelle officine dei Sordomuti di Bologna un piedistallo di legno dipinto e marmorizzato per collocare statue.

1951 Calice in argento fuso cesellato, fu donato alla Chiesa del Trebbo da Irene Pezzoli ed altri parrocchiani. Opera della Bottega Gambari di Bologna della seconda metà del 1700. Piede rotondeggiante polibolato con gole, scanalature e bordature. Sei angoli smussati convergenti nello stelo e vaso superiore, sottocoppa liscio con liste cesellate ed orlo ondulato, coppa e patena dorate.

1954 Salutato dai Parrocchiani lasciò l'incarico di cappellano Don Bruno Sita per trasferirsi alla Croce di Casalecchio. Con una sottoscrizione i parrocchiani riconoscenti gli fornirono una dotazione di indumenti di cui era sprovvisto. Don Bruno ricordò sempre con affetto gli abitanti del Trebbo che continuarono a mantenere con lui rapporti cordiali facilitati dal fatto che in seguito per parecchi anni fu alla Basilica di San Luca. Avendo ricevuto in eredità dai genitori un fondo agricolo alla sua morte lasciò alla Parrocchia del Trebbo 500 Milioni di Lire che furono impiegati per lavori di manutenzione degli edifici parrocchiali. Era nato il 26 Agosto 1916 e morì il 20 Dicembre 1997. Era di famiglia contadina che la domenica a pranzo era solita ospitare qualche povero, probabilmente da ciò derivava l'attenzione che Don Bruno prestava alle famiglie più indigenti del paese.

Alcune sue frasi che riportiamo:

"Amare più le cose da aggiustare che quelle perfette"

"Culto, Cultura, Carità = sempre insieme"

"T'invoco con tutto il cuore: rispondimi, Signore"

"Conserva nel tuo cuore i Segreti del Signore" 

1956÷1999 - resse Don Gian Luigi Sandri 

Si prodigò perché la chiesa, come luogo in cui si incontra il Signore, fosse impeccabile. Curava con puntigliosità l'edificio e ogni cerimonia o azione sacra. Risistemò tutta la Chiesa  direttamente eseguendo molti lavori manuali. Con zelo si impegnò perché la Scuola Materna Parrocchiale S. Teresa rappresentasse un sicuro riferimento per i bambini e ragazzi del Trebbo nonchè per  i genitori che spesso lavorando entrambi avevano la necessità di affidare i piccoli alle suore oltre il consueto orario. Aveva una passione per la guida degli aerei e spesso, per rendere le cerimonie più solenni, i cieli della parrocchia venivano sorvolati per fare scendere fiori o confetti.

1960 fu restaurata  l'attuale cappella del Sacro Cuore (seconda a sinistra entrando) che originariamente era dedicata a S. Vincenzo Ferreri e poi alla Madonna delle Grazie ed essendoci altre due cappelle dedicate alla Madonna fu deciso di dedicarla al Sacro Cuore.

1968 l'organo viene trasferito dalla cantoria al coro sotto il quadro del Protettore.

1975 il presbiterio è stato trasformato secondo le nuove disposizioni liturgiche emanate dal Concilio Vaticano II. 

1980 Costruzione di 8 appartamenti ove prima era la stalla del podere "Chiesa" di proprietà della Chiesa del Trebbo da tempo immemorabile e contemporanea ristrutturazione della ex casa colonica.

Nella foto Don Gianni ed una delle prime famiglie mentre si effettua il trasloco.

Successivamente la proprietà passò all'ente per il sostentamento del clero.

1989 Sabato 25 e Domenica 26 Novembre visita Pastoraler di Sua Em. Cardinale Arcivescovo GIACOMO BIFFI.

1996 Il 14-15 e 16 Gennaio si compì la solenne visita della venerata immagine della Madonna di San Luca nella Chiesa di Trebbo di Reno. Venne allestito l'interno con magnifici addobbi nei colori bianco e blu mentre l'esterno presentava una scenografica illuminazione notturna della chiesa. 

1997 furono ritrovate e recuperate le due barche del passo del Trebbo dai soci del Club del Venerdì Sera  (CVS) di Longara a diversi km a valle del ponte ed i resti furono sistemati sotto tettoie di protezione , una al trebbo vicino al passo e una a Longara.

1999÷2005 - resse Don Bonaldo Baraldi

fu nominato parroco il 4 Ottobre. Con convinzione iniziò i lavori per realizzare l'oratorio dei ragazzi, per accompagnarli nella loro adolescenza a crescere e sviluppare i rapporti con la comunità, coinvolgendo anche le famiglie nelle attività pastorali, culturali e ricreative.

2005 - regge Don Gregorio Pola prese possesso il 25 09 2005
2007 il 17 Marzo il Cardinale Carlo Caffarra inaugura l'Oratorio di S. Giovanni Battista. Nella foto il saluto con il Sindaco Marco Monesi.
2007 Domenica 18 Marzo ricorre la tradizionale festa del Trebbo, finale delle solenni "Quarantore", Don Gregorio impartisce la Benedizione sul sagrato della Chiesa indossando un antico piviale e con il magnifico Ostensorio risalente al XVII secolo.
2008 Importanti lavori di ristrutturazione della Canonica sono eseguiti. Con il contributo dei parrocchiani e della curia. Viene acceso un mutuo pluriennale per 200.000 €. ll tetto e stato completamente rifatto come si vede nelle foto prima e dopo l'intervento.
2009 Maggio è il mese Mariano, mese del risveglio e del rifiorire della natura. Nel passato si usava offrire una corona di rose alla persona amata e questo si faceva in maggio perche allora non esistevano le varietà rifiorenti per diversi mesi. Per tradizione si espone l'immagine della Madonna con l'antica e bella fioriera.
2010 La terza domenica di Marzo alla conclusione della celebrazione delle "quarantore", Santa Messa, solenne processione e benedizione Eucaristica impartita da S.E. Mons. Ernesto Vecchi Vescovo e Vicario Generale della Diocesi di Bologna.
2010 Mostra degli oggetti sacri della Parrocchia di S. Giovanni Battista in occasione della tradizionale "Festa della Raviola" che si ritiene essere la più antica festa popolare-religiosa che richiama al Paese sia i parenti che quanti per motivi di lavoro o abitativi se ne sono allontanati.
2011 Il 19 Marzo si tenne la presentazione dei dipinti ritrovati e restaurati con interventi di Monsignor Gabriele Cavina Pro-Vicario Generale della Diocesi di Bologna, del Sindaco di Castel Maggiore Marco Monesi, della Dott.sa Elena Rossoni Storica dell'arte, della Dott.sa Anna Maria Bertoli Barsotti dell'Ufficio Beni Culturali della Curia di Bologna ed altre autorità.
2011 Il 20 Marzo la Processione solenne partiva dalla Chiesa di San Giovanni Battista per arrivare nella centrale Piazza della Resistenza in una atmosfera raccolta e festosa, accompagnata dal Coro parrocchiale.
2011 La terza domenica di Marzo alla celebrazione della Santa Messa, con la Processione e la benedizione finale nella piazza della Resistenza, intervenne Monsignor Giovanni Silvagni nuovo Vicario Generale della Diocesi di Bologna.

2011 Mostra dei dipinti restaurati il 19 e 20 Marzo dopo la presentazione si è tenuta la mostra dei dipinti con l'effettuazione di visite guidate. Una pubblicazione dal titolo

Dipinti restaurati della Chiesa di

San Giovanni Battista di Trebbo di Reno

da Lucio Massari ad Alessandro Guardassoni

curata da Elena Rossoni ed Anna Maria Bertoli Barsotti illustra le opere con notizie desunte dall'archivio parrocchiale, commenti delle autrici e relazione dei restauratori Giuseppe Armani e Cornelia Prassler.

2011 il 25 Settembre le suore della Congregazione delle Piccole Suore di Santa Teresa del Bambino Gesù lasciano la cura della Scuola Materna Parrocchiale di Trebbo dopo una permanenza che inizia dalla fondazione nel 1957. La comunità parrocchiale grata e riconoscente per l'opera che hanno svolto partecipa la festa di commiato. Ricordiamo il nome di alcune suore che sono nella memoria degli ex alunni: Suor Luciana, Raffaella, Rita, Antonietta, Redenta, Edvige, Leonarda, Veronica, Riccarda, Maria Angela, Maria Bernarda, Mariangela, Tiziana, Rosalia, Bernadetta, Flora, Amelia, Paolina, Agnese, Filippina
2012 La terza domenica di Marzo in occasione della tradizionale Sagra Paesana nominata anche " Festa del Trebbo" si tiene la celebrazione della Messa con Processione e Benedizione finale nella Piazza centrale.

2012 In questo anno la Mostra aveva per tema le Reliquie ed i Reliquiari conservati con cura nella nostra chiesa. E' stata predisposta una Pubblicazione

Reliquie e Reliquiari della Chiesa di

San Giovanni Battista di Trebbo di Reno

a cura di Giampaolo Baietti e Giuseppe Bonfiglioli, riportante le informazioni storiche ricavate dall'archivio Parrocchiale. Illustra le 165 reliquie autenticate da bolli capitolari in ceralacca tra le quali quelle del nostro Patrono San Giovanni Battista, di ns. Signore Gesù Cristo, della Beata Vergine Maria, di undici Santi Apostoli e dei Martiri e Santi venerati.

2012 Dicembre Concerto di Natale nella Chiesa del Trebbo con intervento del tenore Cristiano Cremonini.

 

2013 Benedizione in Piazza

2013 In questo anno abbiamo allestito una Mostra dei Paramenti Liturgici conservati con cura in un apposita "stanza dei paramenti" per meglio far conoscere ai parrocchiani ed ai visitatori la nostra storia. I più antichi risalgono al XV secolo. E' stata predisposta una Pubblicazione

Paramenti liturgici della Chiesa di

San Giovanni Battista di Trebbo di Reno

a cura di Giampaolo Baietti e Giuseppe Bonfiglioli

che riporta le informazioni disponibili riguardanti le caratteristiche dei tessuti e delle lavorazioni. La pubblicazione è consultabile nel sito. 

2014 il 16 Marzo si è tenuta la "Mostra dei Tesori sacri" della Chiesa.

Nel pomeriggio dopo la celebrazione della Santa Messa e della tradizionale Processione Eucaristica dalle 14,30 alle 18,30 con visite guidate sono stati mostrati i tesori della Chiesa del Trebbo. Grande è stata l'affluenza di parrocchiani e visitatori convenuti a Trebbo in occasione della Festa della Raviola.

Nella foto l'Arcangelo Michele dal dipinto di Lucio Massari del 1620.

2015 Domenica 15 marzo è terminata la celebrazione delle Solenni Quarantore con la tradizionale storica Festa della Raviola. Dopo la Santa Messa Solenne delle ore 10:00 si è svolta la Processione Eucaristica con Benedizione al Paese.

Nel pomeriggio dalle 14:30 abbiamo avuto la Mostra "da Policino a Mane a Trebbo di Reno" storia della Chiesa di San Giovanni Battista e della Comunità del Trebbo.

2016 il 20 marzo abbiamo celebrato la 327Festa Parrocchiale Eucaristica delle Solenni Quarantore, coronata dalla manifestazione festosa con stile di Sagra Paesana che coinvolge tutta la località di Trebbo, come documentato da una nota nel libro delle spese della Chiesa nell'anno 1690. alle ore 10 è stata celebrata la Messa solenne e quindi la processione si è diretta al centro del paese ove è stata inpartita la benedizione.  

Nel pomeriggio, come di consueto la chiesa è rimasta aperta e, con visite guidate, sono state illustrate a centinaia di visitatori, le vicende storiche della chiesa e della Comunità di Trebbo a partire dal XIII Secolo.

Erano esposte inoltre Reliquie, Dipinti, Argenti e Paramenti Liturgici.

Quest'anno, con offerta dei parrocchiani, si è fatto un intervento sul patrimonio culturale tessile della chiesaed una antica pianeta della metà del 1700 è stata restaurata dal Laboratorio Manuela Farinelli con autorizzazione della Soprintendenza delle Belle Arti e dell'Ufficio Beni Culturali della Curia.

La giornata primaverile ha favorito un grande afflusso di visitatori che hanno affollato le diverse mostre, la sfilata di carri allegorici, i mercatini con varie merci e prodotti tra cui la famosa Raviola del trebbo e lo Stand dei "Bon da gninta" con i tradizionali piatti della cucina locale.

2016 il 23 Giugno S.E. L'Arcivescovo Mons. Zuffi ha tenuto, nella nostra chiesa, una riflessione sulla vita e la predizazione del nostro santo patrono San Giovanni Battista. Al termine si è intrattenuto con i parrocchiani che avevano preparato per l'ccasione le famose Raviole, il dolce tipico del paese.  
2017 inizi gennaio. Don Gregorio Pola è stato nominato Parroco della Chiesa del Sacro Cuore di Gesù e San Giovanni Battista di Castel Guelfo i Parrocchiani riconoscenti hano voluto festeggiarlo nel Salone dell'Oratorio.
2017 il 9 gennaio Mons. Antonio Allori è stato nominato  Amministratore Parrocchiale della ns. Parrocchia di San Giovanni Battista di Trebbo di Reno

Anno del Congresso Eucaristico Diocesano

2017 domenica 16 marzo è terminata la celebrazione delle Solenni Quarantore di Adorazione Eucaristica con la celebrazione della Santa Messa, la Processione Eucaristica e la Benedizione al Paese.

Per tutta la giornata 

storica pluricentenaria

Festa della Raviola

 In occasione della tradizionale pluricentenaria Festa della Raviola si è tenuta la Mostra "Vasi e Oggetti Sacri Eucaristici" con esposizione tra l'altro di un antico tronetto processionale, di calici, ostensori, turiboli e paramenti liturgici.  

 

 

2017 Marzo E' stato procurato, con offerta di un parrocchiano, un impianto di diffusione processionale che potremo 

utilizzare sia nelle manifestazioni religiose che nelle attività conviviali e dell'oratorio quando si svolgono all'aperto.

2017 Aprile Con il contributo economico e lavorativo dei parrocchiani sono state installate delle telecamere che permettono il monitoraggio interno ed esterno dell'edificio anche a distanza.

 

 

2017 Maggio Sono stati eseguiti lavori urgenti per la messa in sicurezza dell'apparato del Lollini all'apice dell'arco trionfale del Presbiterio e pulizia delle statue e dei decori. L'esecuzione dell'intervento e stato a cura dello Studio di Restauro Nonfarmale.

 

 

2017 Giugno Grande entusiasmo e partecipazione anche quest'anno con Estate Ragazzi 

 

 

2017 Luglio con l'intervento dei parrocchiani sono stati restaurati tutti i banchi della chiesa e gli inginocchiatoi in uso. Una targhetta in ottone è stata posta su ognuno in ricordo delle intenzioni del donatore.

 

 

2017 Ottobre Eseguito  un intervento per la messa in sicurezza delle finestre del campanile al cui onere si è provveduto con prevalenti offerte dei parrocchiani.

 

 

2017 Ottobre Esecuzione di lavori urgenti a parte del tetto della Scuola Materna Parrocchiale con un grosso contributo pari al 75% della spesa erogatoci dalla Curia utilizzando i fondi dell' 8 per mille.

 

 

2017 Novembre Sono stati eseguiti lavori per la messa in sicurezza delle due grandi finestre ovali del Coro consistenti nel consolidamento dei telai in legno molto ammalorati, sostituzione dei riquadri in vetro mancanti o deteriorati e lavori di biombatura che formano il telaio di sostegno dei numerosi vetri che formano le finestre. 

 

2018 Domenica 28 gennaio l'Oratorio Parrocchiale S.Giovanni Battista ed il Centro Sociale La Contea Malossi hanno organizzato un pranzo "Festa Insieme" che ha visto la partecipazione di numerose persone sia al pranzo che alla successiva manifestazione musicale allietata dal duo Adriana e Mauro. Grazie di cuore a tutti i partecipanti ed a coloro che non hanno potuto partecipare, per mancata disponibilità di posti, diciamo: arrivederci alla prossima.

Un sentito Grazie a tutti i volontari grandi e piccoli per il loro encomiabile impegno e non ci dimentichiamo un Grazie agli ospiti tra i quali il nostro Sindaco Belinda Gottardi. 

 

 

2018 Febbraio Sono stati eseguiti interventi di restauro con lucidatura, argentatura e doratura a due calici ed una pisside, di antica fattura. Saranno utilizzati nelle ufficiature e potranno essere ammirati nella prossima Mostra della terza domenica di marzo. 

 

 

2018 Febbraio L'antico pulpito in legno di noce che risale a fine 1600 è stato restaurato ed anche l'antico crocifisso è stato ricollocato come era in origine. Era nel passato utilizzato frequentemente dai predicatori che intervenivano nelle diverse celebrazioni per portare il loro contributo e testimonianza di fede. L'intervento è stato realizzato con l'opera ed il contributo dei parrocchiani.

 

2018 Terza Domenica del mese di marzo 

terminano le solenni quarantore e per tutta la giornata Festa della Raviola

questo anno a causa del maltempo non si è svolta la processione e la benedizione al paese è avvenuta dalla porta di ingresso alla chiesa.

2018 Domenica 17 giugno l'Arcivescovo Mons. Zuppi conferisce la cura pastorale della parrocchia di Trebbo a Don Giuseppe Bastia
   

 

 

 

 

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Parrocchia San Giovanni Battista di Trebbo

via Lame, 132 - 40013 TREBBO DI RENO Castel Maggiore (BO)

Tel. 051 5880303 - Fax 051 5882716 - E-mail:parrocchia.trebbo@libero.it

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