storia 800-1600

885 - Policino era il territorio attraversato dal fiume Reno ed anticamente era una zona bassa e paludosa che aveva a destra la parte nominata Policino a Mane cioe Polesine a mattino attualmente  Trebbo di Reno ed a sinistra la parte nominata Policino a sera cioè Polesine a sera attualmente Longara.

Il Muratori afferma che "Policino è la terra che alza il capo sopra l'acqua a modo d'isola."

Il toponimo Policino deriva dal latino «policinum» diventato poi pollicino e polesine.

Fino dall’anno 885 era citato in una pergamena originale dell’Archivio Nonantolano di quell’anno Cod. Dipl. Non. dot. XLVIII pag. 64 nella quale tra i testimoni presenti ad una donazione fatta all’abate Teodorico di Nonantola era presente un tal Pietro da Policino come riportato da Serafino Calindri nella sua descrizione della Pianura Bolognese.

1238 - Nei libri del Capitolo della Metropolitana di San Pietro a Bologna si trova

registrato che la Chiesa di S. Giovanni de Policino dava una corba di frumento ed

una di Spelta (cereale) a titolo di decima. La nomina del parroco spettava ai

Parrocchiani ma doveva essere approvata dal Capitolo.

1273 - è scritto che «erano padroni di detta Chiesa i Parochiani».

Mentre nell’anno 1300 «era padrone della Chiesa S. Joannis de Policino D. Salinguerra de Ferraria».

1310 - Risultano proprietari di nuovo i Parrocchiani in quanto il Salinguerra, «saliens in guerra» che significa forte in battaglia» giovane capitano delle milizie Bolognesi, nel 1308 aveva tentato di farsi signore di Ferrara ma essendogli andato a vuoto il disegno se ne era dovuto fuggire.

Il nostro Salinguerra III fu uomo di spirito e di cuore. Sposò Giovanna Pallavicini. Creato nel 1301 capo della lega delle città di Bologna, Forlì ed Imola fece varie spedizioni onorevoli. Richiamato da ferraresi, fu acclamato signore di Ferrara nel 1308, ma gli sforzi del marchese d’Este non gli permisero di mantenervisi e Salinguera III perse Ferrara nel 1310. I Torelli l’avevano tenuta per 120 anni, l’avevano disputata per 70 anni con i Marchesi d’Este che poi la mantennero per 300 anni.

Salinguerra era il soprannome della famiglia Torello ( il comune di MASI TORELLO ne conserva il nome) di origini Bolognesi ma trapiantata a Ferrara che aveva ricoperto importanti incarichi pubblici in quella città. I componenti si erano distinti per le capacità militari dimostrando una grande abilità sul campo di battaglia tantè che anche nella Battaglia di Fossalta (1249) combatterono dalla parte Bolognese con 200 loro uomini anche se la battaglia si risolse con la vittoria dei Modenesi che inseguendo le milizie bolognesi entrarono a Bologna ove trafugarono la famosa secchia (la secchia rapita) che tutt’ora si conserva nel duomo di Modena.

1380÷1382 - Resse Don Albertazzi o Albergazzi da Faenza

è registrato come parroco designato dai Massari del Trebbo. Rinunciò nel 1382.

1382÷1412 - Resse Don Paolo ovvero Don Antonio da Roma

secondo l'elenco bianco fu fatto parroco il 14 Maggio 1383, secondo l'elenco azzurro nel 1382.

1412÷1444 - Resse Don Giovanni Bernardi da Parma

secondo l'elenco bianco creato parroco il 31 Agosto 1412, liberamente lo rimise nel 1444; secondo l'elenco azzurro lo rimise nel 1424.

1444÷1450 - Resse Don Tommaso Mattei da Gubbio

secondo l'elenco bianco resse la parrocchia dal 17 Agosto 1444 al1450 in cui rinunciò liberamente; secondo l'elenco azzurro la resse dal 1424 al 1450.

1450÷1478 - Resse Don Ridolfo Francia o piuttosto Dom. Joannes de Francia

creato parroco il 4 Maggio 1450 (elenco bianco) e morto nel 1478 (elenco azzurro). Con testamento del 18 Marzo 1478 a rogito Maione de Sanzio dispone la fondazione di una capellania a perpetuo servizio nella chiesa di s: Giovanni de Tribu sotto il titolo e all'altare di S. Maria con obbligo di una messa la settimana. Benefizio che essendo morto il testatore, fu fondato lo stesso anno e ne prese possesso il 29 Maggio 1478 Don Giovanni Marco Bernardi designato dal fondatore.

1478÷1478 - Resse Don Matteo Agostini

creato parroco li 24 Marzo, nell'anno medesimo rinunciò.

1478÷1498 - Resse Don Antonio Reggiani

l'elenco Bianco lo mette creato parroco li 30 Maggio 1478 e l'elenco azzurro lo dice morto nel 1498.

1498÷1509 - Resse Don Galeazzo Gozzadini

rinunciò a detta parrocchia il 2 Gennaio 1509 davanti al Vicario Generale della Diocesi prima e poi davanti al rappresentante del capitolo Metropolitano a rogito Nicolò Gormini (arch. Not. di Bologna atti di Nicolò Gormini filza 30 n. 38. filza 1 n. 27). L'elenco bianco dice creato parroco il 29 Luglio 1498. L'elenco azzurro annota: creato parroco nel 1498 Gozzadini Don Lodovico nobile di Bologna.

1509÷1560 - Resse Don Pietro Duranti Dominus Petrus quam. Nicolai Francisci Durantis imolensis.

In seguito a presentazione dei parrocchiani aventi dirittto di nomina fu investito parroco di Trebbo dal capitolo della Metropolitana di Bologna l'8 gennaio 1509.

Il 18 Febbraio 1509 fu redatto l'inventario "Inventarium Bonorum rerum et Jurium S.Jo.Bap. de Tribu" che si conserva nell'Archivio Notarile.

1525 - Buonaparte Ghisilieri chiede al senato di Bologna ed al duca d'Este di disinnescare il suo canale dal Riolo, dall'incrocio di via Conti con via Bacialli, e far defluire le acque in Reno nella località Torre Verde. Il canale "ghisiliera" che attraversa la Bella Venezia alimentava quindi il mulino di Ercole Borgognini denominato "Mulino Borgognino" attivo fino agli scorsi anni '50. Il canale realizzato servì anche a bonificare le proprietà Ghisilieri, Ludovisi, Malvasia e Borgognini che erano soggette agli straripamenti del Reno
1560÷1576 - Resse Don Joannes de Marchettis

l'elenco azzurro lo da come entrato nel 1560 e morto nel 1576.

1565 Il 2 Settembre ricevette la visita di Andrea Callegari delegato del Card. Ranuzzi. eccone la relazione: 50 anime sanno leggere e scrivere e 150 anime si comunicano, i possidenti sono XV. La Chiesa è piccola ma ben tenuta e tutta accessoriata manca solo una pianeta per i morti. Il cimitero è recintato. I parrocchiani tutti sono buoni uomini.

1573 nell'Aprile ricevette la visita del parroco di Corticella per commissione Arcivescovile, e nella relazione è detto: la parrocchiale chiesa di San Zano del Trebo non gli è sacrestia, ne armario, ne il sancto sopra la porta del titolo della chiesa. Si sta di non fabricare perché minazza rovina con Ren.

1573 la popolazione era di 273 anime. Il 10 Settembre ricevette l'ispezione del  visitatore apostolico Mons. Marchesini che così riferisce: Curata S. Jo. de Trebio - Rector D. Jo. de Marchetis... e tutti si comunicano...gli uomini temono le inondazione che derivano alla chiesa dal fiume Reno.

1576÷1584 - Resse Don Michele Donati

1578 L'antica chiesa del Trebbo in un disegno di Egnazio Danti.

Era situata vicino al passo della barca del Trebbo.

 

 

 

 

1583 iniziano le registrazioni nel libro dei battezzati della Chiesa del Trebbo il 10 aprile 1583 e prosegue le registrazioni fino al 29 Febbraio 1584.

1584÷1589 - Resse Don Michele Gugliemi

Continua le registrazioni nel libro battezzati qualificandosi curato di San Gio. Batta del Trebbo, dal 4 Marzo 1584 al 2 Dicembre 1587. Nello stesso libro dei battezzati inserisce pure una "Nota delli cresimati della Parochia di San Gio. Batta del Trebbo l'anno 1587". Non vi sono però notate che 4 cresime amministrate a Corticella dal vescovo di Catanzaro con licenza del Card. Paleotti arcivescovo di Bologna. Il libro battezzati cessa le registrazioni il 2 Dicembre 1589 e dal 10 Aprile 1583 in cui comincia vi furono registrati 443 battesimi. Cade in questo tempo la cessazione della vecchia chiesa. La nuova sorse priva di battistero.

1590÷1621 - Resse Don Pietro Bertoldi

essendo egli parroco nel 1590 si fabbricò la nuova chiesa parrocchiale essendo la vecchia chiesa portata a rovina dalle alluvioni del Reno.

1600  era utilizzato un organo dotato di due registri.

Parrocchia San Giovanni Battista di Trebbo

via Lame, 132 - 40013 TREBBO DI RENO Castel Maggiore (BO)

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