storia 1600

1621÷1630 - Resse Don Giovanni Guglielmi

compila il 15 Giugno 1622  il primo inventario della Chiesa ancora conservato, apre il libro matrimoni il 4 aprile 1628 e vi registra fino al 8 Luglio 1630. La parrocchia è ivi nominata S. Joannis de Trebio e anche de Tribio. Il D. Guglielmi morì forse con la peste del 1630. Col 22 Settembre 1630 prosegue la registrazione dei matrimoni quale prete curatus frat. Sebast. Nappius Bononia Min. Conv. S. Francisci.

1630÷1631 - Resse Fra Sebastianus Nappius di Bologna minore conventuale di S. Francesco

Nell'antico libro battezzati trovasi inserita la seguente "Nota di danari raccolti per elemosina e spesi in fare il nuovo tabernacolo per compimento del costo fatto da tutto il Comune del Trebbo di S. Giovanni fatto alli 18 di Agosto 1630; da farsi e durare detto voto anni cinque, sotto la cura del P. F. Sebastiano Nappi curato in detto tempo sino a quando li 2 Febbraio 1631 in cui giorno fu posto e benedetto nell'istessa chiesa". Segue elenco delle spese per totali 204.10.0. Inoltre con un lascito del Sig. C. Sigismondo Malvasia fu fatto un paglio per l'altare maggiore spendendo £ 75.0.0

1631÷1642 - Resse Don Ottavio Alberghetti

registra matrimoni dal 9 aprile 1631 al 2 Marzo 1642. Denominò la sua parrocchia S. Joa. de Trebbio o de Treblio.

1634 fu fatta la truna dell’altar maggiore a spese della comunità, e la spesa fu di scudi 1080 (dal rogito Guglielmini del 18 luglio).

1642÷1683 - Resse Don Tommaso Mariani

dottore in Sacra Teologia, prese possesso il 24 Giugno 1642 e morì curato a 75 anni il 5 Maggio 1683 e sepolto nella chiesa il 7 (libro morti foglio 56)

Redasse un inventario delli beni tanto mobili quanto immobili pertinenti alla chiesa ritrovati in detta chiesa quando ne ebbi il possesso da cui si ricava che eravi l'altare di S. Anna con sopra un baldacchino portante l'arma dei Nappi, che Giovanna Sega Nappi era la moglie di Pompeo Nappi, l'altare dell'Assunta era fatto ad istanza dei Signori Verardini, c'era l'altare del crocifisso e quello del rosario con una Madonna grande di legno con li suoi misteri attorno dipinti in tella e c'era la sagrestia.

La barca del Trebbo - nell'inventario si annota: una barca con la giurisdizione del passo, detto del Trebbo, con una casetta con terra arativa e alberata posta nel Comune del Trebbo confinante con detto passo a mezzogiorno, dimane con la via pubblica (Via Lame) e di settentrione e di sera col Sig. Girolamo Bavosi, di questa non si trova scrittura alcuna ne meno indizio di potestà trovasi. Detta barca e terreno al presente è affittata a Bartolomeo Lorenzini.

Quì nel passato era ubicata la vecchia chiesa del Trebbo come precisato anche nell'inventario del 1654.

Denomina la sua parrocchia S. Gio. Batt. del Trebbo e anche Trebbio. Col 23 Aprile 1651 riprende in apposito libro la registrazione dei cresimati. Col 3 Gennaio 1655 da inizio al libro dei morti.

1644 fu fatta una campana nuova che costa con la fattura del pilastro £ 133.17.40 e si è pagata dal sig. Girolamo Bavosi.

1645 speso nel baldacchino di damasco £ 475.12.0

1646 fu commissionato al sig. Francesco Gessi pittore famoso, il quadro dell'altare maggiore. L'Ancona del quadro è di gesso e fu marmorizzata ad olio dal pittore Celestino Govoni.

1647 il 13 Gennaio fu eretta la Compagnia degli Agonizzanti e redatto lo statuto. 
La missione primaria era il conforto agli agonizzanti i cui membri si incaricavano di accompagnare il viatico partendo dalla chiesa all'abitazione del morente  "cum lumine et squilla" con candele accese e campanelli, in modo che tutta la comunità partecipasse al combattimento: "agonia infatti significa "combattimento". 
Nel 1823 prendeva il nome di Confraternita del SS. Sacramento.
Di quell'epoca è la spendida croce processionale "degli Agonizzanti" conservata nel tesoro parrocchiale e segnalato nell'inventario del
1661. 
1647 Nuova Cappella della Madonna del SS.mo Rosario.
Fu iniziata la realizzzazione della cappella. Il dipinto, già elencato nell'inventario del 1642, raffigura i Misteri del Rosario ed è di ambito ferrarese. L'artista trasse ispirazione sia alla cultura reniana che a quella della scuola del Guercino. Inizialmente i lavori furono a carico della Compagnia del SS. Rosario a cui subentrò il Sig: Girolamo Bavosi che portò a termine i lavori.
Ha eseguito il restauro Giuseppe Armani nel 2010.
 
 
  

 

 1647 Il Sig. Girolamo Bavosi, ricco possidente con abitazione acquistata nel 1628  nella piazza S. Stefano al civico 13 a Bologna, cappella di famiglia nella chiesa di San Giacomo Maggiore a Bologna e proprietario al Trebbo della attuale Villa Isabella posta sulla via di Corticella, con annessi vasti poderi, donò la pala maggiore dipinta da Giovanni Francesco Gessi rappresentante San Giovanni Battista nel deserto che indica ai discepoli il Redentore.

L'ornato è dello scultore Agostino Gualandi.

 

 

  

 

1649 fu iniziata la realizzazione della nuova cappella del Crocifisso Agonizzante.  

1650 circa, all'altare del crocifisso (terzo a sinistra entrando) fu posto il Paliotto in scagliola rappresentante Maria Maddalena ai piesi di Gesù crocifisso che abraccia il legno. Entro una cornice a doppio listello bianco si snoda su fondo nero un fitto intreccio di foglie d'acanto bianco con fiori.

 

 

 

1651 Si fece la sagrestia nuova e si spese lire 274.

1652 il barcarolo di cui si ha notizia è Gio Batta Serafini citato in una lite per i diritti della barca e successivamente vi fu un Alessandro Zanarini.

1653 inizia il libro ove si notano le entrate e le spese delle Compagnie del SS.mo e del Rosario.

1654 Dall'inventario del 1654 si rileva che presso l'altare del Crocifisso esistevano: due quadretti di quà e di là di detto altare con S.Apollonia e S. Agata mar. in uno et nell'altro S. Gioseppe e S.Donino martire.

1655 speso per una campana nuova di libbre 267 £ 311.7.6, per la balaustrata della cappela maggiore £ 155.4.4; riscosse per la vendita di una campana rotta di libbre 76 £ 53.4.0.

1657 fu fatta una barca nuova da parte del beneficio della Chiesa del Trebbo, che da tempo immemorabile aveva il diritto di passaggio attraverso il Reno.

1660 speso in un turibolo d'argento d'oncie 25 E 161.9. 

1660 speso nel balaustro dell'altare del crocifisso £ 47.16. 

 

 

 

 

 

 1661 in un crocifisso grande per l'altare del Crocifisso retto dalla Compagnia degli Agonizzanti £ 100 

 1663 spesi per incominciare la costruzione del campanile e del coro £ 972.12.

 1664 spesi nella fabbrica del campanile non ancora finito e nel coro della cappella maggiore già finito £ 1149.19.8.

 1665 finita la fabbrica del campanile e spese £322.07. L'altezza è di 100 piedi e l'architetto fu Giovanni Sacchi.

 

 

 

 

 

1673 Paliotto in scagliola.

Fu posto all'altare della Madonna del Rosario e rappresenta l'assunzione della Madonna su nembo con teste di serafini, su fondo nero, decorato da un ricchissimo intreccio di foglie d'acanto bianche con decorazioni policrome raffiguranti pappagalli, altri uccelli e fiori.

 

1674 L'Arte dei tessitori.

L'attività di lavorazione tessile era dei Bavosi (zona Bottega Vecchia). A causa del fallimento della famiglia Bavosi l'"Arte dei Tessitori" passò ad altri proprietari e rimase attiva fino al 1800. Si lavorava la lana di pecora e la canapa di produzione locale. Era vicina all'Osteria ancora presente e dalla parte opposta di via Lame c'era la Macelleria ed il Forno.

 

 

 

1674 Il mulino del Borgognino era delle suore di S. Guglielmo. In precedenza era proprietaria la famiglia Nappi. in seguito la proprietà passo alle famiglie Bortolotti, Tattini, Sacerdoti e poi Berni.

1677 si è speso a conto di tre campane fatte di nuovo da Mastro Gio. Dom. Dinarelli quali sono libre 1344 cioè la grossa pesa libr. 761, la mezzana lib. 360, la piccola lib.223 £ 1064.3 + £ 237.1

I Bellisi erano osti.

1679 vi era per cappellano Don Ghiselini modenese.

1683÷1733 - Resse Don Giacomo Simoncini

prese possesso l'11 Novembre 1683, mori a 83 anni nella canonica il 21 Marzo 1733 e fu sepolto nel presbiterio.

1684 fu donato il calice in argento sbalzato e lavorato a bulino. Il piede circolare, fortemente bombato con tre teste di cherubini alternati ad intrecci di fiori e frutta. Il sostegno a vaso con altre tre teste di cherubini alternati ad intrecci di fiori e frutta. La sottocoppa presenta e replica le tre teste di cherubini alternate a intrecci di fiori e frutta.

Sul fondo i punzoni e la scritta: S. Giovanni Battista del Trebbo 1684 R.I.S.P. 

 

 

 

 

1689 La pittrice Barbara Sirani

realizzò il dipinto su tela "S. Francesca Romana, S.Apollonia e la B. Caterina da Bologna con in alto la B. Vergine di S. Luca", donato dal Sig. Tomaso Bavosi.

Fu posto all'altare della sacrestia, porta la firma dell'artista ed è stato restaurato nel 2011 da Cornelia Prassler.

 

 

 

 

 1690 Mastro Lorenzo Poluzzi realizzò il pulpito in legno di noce.

inoltre un confessionale in legno di noce intagliato (ora posto nella prima  cappella entrando in chiesa a destra)

 

 

 

 

 

 

 

1690 Orazione delle Quaranta hore risulta l'annotazione nel libro dei conti della chiesa per le spese fatte per la celebrazione della tradizionale ricorrenza religiosa in memoria delle quaranta ore in cui il Cristo stette nel sepolcro, che terminava con la festa paesana nella terza domenica di Marzo. Queste spese continuano per gli anni successivi in quanto venivano chiamati anche altri sacerdoti e frati per aiutare il Parroco e il Cappellano durante le 40 ore di preghiera che si svolgevano in chiesa, per aiutare nella confessione dei fedeli, per la predicazione spesso svolta da un frate predicatore realizzando all'esterno della chiesa un palco con addobbi.

La comunità assicurava la presenza in chiesa per tutte le quaranta ore, adottando un sistema di turnazioni delle famiglie che impegnava i componenti negli orari prefissati.

A celebrazione terminata si usava invitare i parenti ad una festa durante la quale si mangiavano le raviole che divennero il tradizionale dolce del paese e da quì prese origine l'attuale "Festa della Raviola". Anche nei conti della chiesa si trovano le registrazioni annuali "speso per cibarie" ad indicare che gli intervenuti si fermavano per il pranzo in canonica.

1691 fatta intagliare in legno di noce dal M. Tomaso Bandini un Immagine della B.V. del Rosario.
Il 4 Gennaio 1691 Don Giacomo Simoncini

così scriveva " Questa Chiesa Parrocchiale di San Giovanni Battista del Trebbo si dice per certo che sii Jus patronato antico degli uomini della Comunità del Trebbo, ma essendo stata diverse volte per rinuncia, et in partricolare due volte come libera per concorso all'ordinario, io l'ottenni per concorso dalla buona memoria del già illustrissimo Girolamo Boncompagni Arcivescovo come libera, ma subito mi fu mossa lite dal Reverendo Don Antonio Bevilacqua presentato dalla Comunità del Trebbo, ed io ottenni il possesso di quella li 11 Novembre 1683 e il 24 Gennaio 1684 seguendo la morte del detto Arvivescovo Boncompagni, fu posta la lite in Roma in maniera tale che per di necessità e per non avere chi mi sostenesse, io mi obbligai a dare al suddetto Bevilacqua lire centocinquanta l'anno con averne ottenuto la bolla dal Pontefice Innocenzo undecimo a felice memoria etc. e questo si fece sine pregiudicio iurium anforum prestium, le scritture di detto juspatronato si trovano appresso i Sigg. Giovanni Masini, Carlo Vanotti, Giuseppe Losti, Camillo Ugolini ed altri..."

1692 Nuova cappella di S.Anna.

Realizzata dalle R.R. madri di San Guglielmo che avevano il loro monastero presso la porta di Mascarella a Bologna e possedevano proprietà a Trebbo nella zona di Torre Verde. Il quadro "Estasi di S. Anna" con Dio Padre, S.Francesco e S.Antonio che fu da loro procurato è di ambito Bolognese e di notevole qualità pittorica.

Il restauro è stato eseguito da Giuseppe Armani nel 2009.

 

 

 

 

 

1692 Fu realizzato il magnifico ornamento.

In legno dorato che incornicia la statua della Madonna del Rosario.

L'intaglio rappresenta foglie di ligustro, rose e foglie di acanto agli angoli ed al sommo. Costò £ 107.

E' stato restaurato da Giuseppe Armani nel 2009.

 

 

 

 

1692 Le corone d'argento.

Per l'immagine della B.V. del Rosario che  pesano oncie 18 furono donate dal Sig. Lorenzo Ravaglia, cittadino e  mercante Bolognese, costo £ 250. Il rogito si fece in questa casa canonicale il 13 luglio 1692, e vi erano presenti Vincenzo Rozani, Domenico Corazza et altri uomini del Comune, quali in compagnia di D. Giacomo Simoncini Curato si obbligarono conservare dette corone et anche massaro della Comp.a del Rosario Girolamo Leonardi socio del sud.o Sig.e Ravaglia.

Il giorno della coronazione della B.V. del Rosario che si fece alli 6 Luglio 1692 prima domenica del mese, il dopopranzo nel palazzo del d.o Sig.e si fece onore con spari e mortaretti, luminari, trombe e tamburi, fontana di vino, e ...corbe 6 di vino, et altre robbe assai. Vi fu la predica di un Padre domenicano, si fecero diversi sonetti, e la funzione della coronatura fu fatta dall'Ill.mo Sig. Prevosto Lellis Sega in compagnia del curato Simoncini, Don Domenico Mingozzi cappellano e diversi altri con musica suoni e canti ed in particolare fu fatta la charità alla B.V. di torze n.° tredici.

1693 si comunicano 309 anime e 138 (fanciulli) non si comunicano. 

1694 si comunicano 296 anime e 131 non si comunicano.

1693 Fu acquistata una Pace in argento.

Rappresentante il Battesimo che Gesù riceve da S.Giovanni Battista con in alto Dio Padre tra le nuvole. Cornice centinata decorata da volute, festoni con foglie d'acanto e ricci.

Alla base la scritta: ECC.A. S. G. BAPTA DE TREBIO.

 

 

 

 

1695 si comunicano 276 anime.

 

1695 Manto processionale della Vergine.

Il Sig. Lorenzo Ravaglia donò alla B.V. del Rosario, nel giorno che si fece la processione per la medesima B.V. passando per il suo Casino in questo Com. di Trebbo, d'un Manto con fiori e cordella d'oro. E' realizzato in seta con magnifici ricami multicolori con fiori, rami e foglie, magnifici arabeschi in oro ed un bordo con frangia di pregevolissima fattura in filato d'oro.

 

 

1696 il 6 dicembre la notte passato la festa di S. Nicolò, il fiume Reno andò fuori del suo letto e sormontò e portò via la maggior parte delli Argini, e venne tanto alta l'acqua che venne nella loggia e casa di questa Chiesa alta 6 in circa cosa che non ci è mai stata.

1697 il 4 febbraio venne una neve grossissima e durò a nevare per tre giorni continui.

1698 La casa dei tessitori era di D. Ant. Belisi.

Vi era l'obbligo di dire 12 Messe per il Dottore Riario come obbligo del Sig. Giovanni Castelli e n. 25 Messe per il Rev. Don Antonio Bevilacqua.

1698 Pille di marmo.

per l'acqua santa donate alla chiesa da Mad. Cattarina Orzé (poste ai due lati dell'ingresso in chiesa).

 

 

 

1698 Ostensorio d'argento.

Con figure di getto che pesa once 58 e 1/8 bontà di Roma, fattura del Sig. Giacomo Prandoni argentiero, cominciato il mese di giugno 1697 e finito il 2 Maggio 1698. Base mistolinea pluriscanalata poggiante su una inferiore, con battute a foglie d'acanto. Blocco di base con doppia voluta, terminante in riccioli su cui poggiano due angeli che reggono spighe e grappoli d'uva. Al centro due scudetti dorati con il battesimo di cristo in bassorilievo e una iscrizione. Angelo reggi teca con ali spiegate, di notevolissima fattura. Teca circolare coronata da raggere e da otto teste di cherubini. La più bassa è più grande e si innesta su una doppia voluta di foglie d'acanto retta dall'angelo. 

In alto San Giovanni Battista a tutto tondo.

Fu acquistato con una sottoscrizione dei parrocchiani del Trebbo.

 

Parrocchia San Giovanni Battista di Trebbo

via Lame, 132 - 40013 TREBBO DI RENO Castel Maggiore (BO)

Tel. 051 5880303 - Fax 051 5882716 - E-mail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.

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