storia 1800

1800÷1824 - Resse Don Ferdinando Atti 

prese possesso il 25/7/1800, morì il 14 Sett. 1824 (dal libro dei morti).

1800 dopo le soppressioni Napoleoniche:

 il sito di Stanzani       era delle RR.MM. di San Matteo

 il sito dei Casarini       era dei   PP. di S. Giorgio

 il sito dei Verardini     era dei  PP. dei Servi

 il sito dei Mar. Gnudi   era dei Gesuiti

 il sito di   Bonini          era  delle mad. degli Angeli (Via S. Giuseppe)

 il sito dell'Avv. Palmia era delle madri delle Grazie

 il sito di     Ricci Luigi   era dei PP. dei Servi (Via Lame 354)

1806 REGNO D'ITALIA  Il Sindaco della Municipalità del Trebbo

Durante il precedente periodo repubblicano nelle sedi di parrocchie o centri urbani erano costituite "le comuni" che amministravano attraverso due organi "Municipalità"  e "Consilio Comunale". Nel 1805 con l'incoronazione di Napoleone a Re d'Italia si formò il "Regno d'Italia" come risulta dal documento conservato nell'archivio parrocchiale con il quale il Sindaco, certificava la morte di una residente della "Comune del Trebbo" con questa comunicazione al parroco che manteneva le registrazioni dei defunti.

Il 12 luglio 1809 la banda di renitenti alla leva Napoleonica, capitanata da Prospero Baschieri assaltò la sede del Comune del Trebbo incendiando i registri , ed altri documenti di contabilità, sottraendo pure 100 zecchini dalla cassa del Sindaco Martinelli.


1809 per accomodare la statua della B.V. del Rosario £ 140.

1811 riscosse per cartelle vendute in riscontro dell'argenteria di questa chiesa perche sumministrata al Governo del capitale di £ 1100.

Don Atti comincia a registrare nei libri parrocchiali il 5 Agosto 1800 e prosegue fino al 6 luglio 1824.

Ai 2 Sett. 1801 morì Maria Travaglia moglie del Sig. Pietro Gioannetti e fu sepolta nell'arca della chiesa. Il 10 Dic. 1802 morì Gio. Batt. N. Pellegrino Cappi nel palazzo proprio (Via Lame 259) e fu sepolto ante postem maiorem lucius eccl. in deposito: e nel 1803 fu sepolto anche un Lorenzo fu Antonio Bellisi. Nel 10 Sett. 1804 morì Pietro Guermandi fu Francesco in domo propria e fu sepolto in deposito ante magnam portam eccl. ad descteram ab ingressu; la madre di don Atti Anna fu Giovanni Sanuti di anni 87 morta il 29 Luglio fu sepolta in deposito ante ... maiorum lucis ecclesie ad latum sinistrum in ingressu. Il R.D. Vincenzo fu Marsilio Gioanetti morto in domo propria rurali a 63 anni l'11 sett. 1807 fu sepolto in deposito ad sinistram fori minoris lucis eccl. in ingressu.

1821 turibolo con navicella e cucchiaio in argento

dono del Priore Vincenzo Cati. Corpo su piede decorato a fogliette d'acanto in forma di scodella, decorato da ovuli e corona superiore di foglie lanceolate. Navicella con decorazioni analoghe e due scudetti sul coperchio con incisi la Vergine, il Bambino e San Vincenzo Ferreri e, al sommo il Battesimo di Cristo. Sul fondo due punzoni.

 

1832 Ostensorio in argento

con dorature nei raggi e nella base, raggera con otto teste alate di angeli.

Realizzato dall'argentiere F.lli Zanetti di Bologna. 

1833 il 19/9 visita del Card. Opizzoni.

1837 morì Don Domenico Ballerini figlio di una Vivarelli, capellano di questa chiesa di anni 89 e fu sepolto nel cimitero.

La pala maggiore del Gessi fu restaurata dai pittori Vincenzo Rasori e Antonio Muzzi.

1838 dall'inventario si conferma che il quadro del Gessi fu restaurato dal Rasori. A quel tempo la via Crucis era costituita da stampe su carta.

Nel cimitero fu edificata la Cappella Mortuaria dal Sig. Vincenzo Pedrini.

Il medico era Vivarelli Eliseo fratello del parroco.

Lo Stato delle anime redatto il 24 Marzo 1838 presenta 815 anime di cui 407 maschi e 408 femmine.

1839 lo Stato delle anime redatto il 15 Marzo 1839 presenta 806 anime di cui 409 maschi e 397 femmine. 131 sono i nuclei familiari. Don Martino Guzzini di anni 37 era il Capellano.

1841 il Dott. Ing. Ferri fabbricò una barca nuova che consentiva un servizio di traghetto tra le sponde in condizioni di maggiore affidabilità. Questo consentiva la posa di un ponte galleggiante fisso nei periodi di magra, nei restanti la barca traghettava i passeggeri utilizzando un cavo di transito di canapa.

1842 nel giorno 14 Sett. ore 2 pom. vi fu inondazione per la pioggia che cadde per due giorni e due notti continue: tutto fu allagato, nella canonica vi era un piede d'acqua sul pavimento: non entro nella chiesa.

Lo Stato delle anime redatto nell'anno 1855 presenta 825 anime di cui 432 maschi e 402 femmine. I nuclei familiari erano 128.

1846 il 17 Settembre morì Gian Battista Bellisi fu Giuseppe possidente e fu sepolto nel cimitero parrocchiale in deposito contiguo al muro della Chiesa.

Lo Stato delle anime redatto nell'anno presenta 799 anime di cui 422 maschi e 377 femmine. I nuclei famigliari erano 129.

Nell'anno la popolazione è calata di 42 anime.

1844 La Chiesa come appare in una incisione dell'epoca. La canonica fu poi ampliata sul fronte stradale. Sulla destra della chiesa si notano le mura del cimitero che attestano l'autonomia della "Comunità del Trebbo" prima dell'accorpamento delle preesistenti, nell'attuale più vasto Comune di Castel Maggiore.

1850 Casa del Sacrestano la costruzione risale intorno al 1850 ed è posta al lato ovest della corte della canonica. Questo fabbricato era destinato a stalla e rimessa e sopra la stalla esisteva il fienile. Una porzione del fabbricato era destinata ad abitazione del sacrestano. Attualmente il fabbricato è adibito ad aule di ricreazione e catechesi dei giovani.

1853÷1891 - Resse Don Pietro Spisani era nativo di Minerbio

Prese possesso l'11 Dicembre 1853 e morì curato l'8 Luglio 1891.

1853 Cronaca Parocchiale

Nel Nome della SSma Trinità Padre, Figliuolo, e Spirito Santo, coll'aiuto di Maria SSma Immacolata si dà principio al racconto degli avvenimenti della Parrocchia del Trebbo d'anno in anno dal giorno del possesso fino alla morte del Parroco Cronista dichiarando il medesimo di non intendere con ciò all'offesa di chiunque possa esser nominato come autore di qualche fatto disonorante, ma discriveva unicamente per istruzione dei pempi futuri, essendo intimamente persuaso che le cronachie annuali minutamente registrate sono di grande giovamento per la storia.

Alle ore due pomeridiane del giorno undici di Dicembre dell'anno (1853) mille ottocento cinquantatrè l'eletto parroco del Trebbo D. Pietro Spisani prendeva possesso del parrocchiale Benefizio e della Chiesa del Trebbo.

Al suo arrivo in Parrocchia trovò schierati dal Cancello alla porta della Canonica i Confratelli della Compagnia degli Agonizzanti, il Molto Rev.do Sig. Don Emidio Lapi Arciprete Plebano di Corticella, e Vicario Foraneo con cotta, mozzetta, e stola sulla soglia della porta per riceverlo, e condurlo processionalmente alla Porta della Chiesa, dove colle sue mani, gli mise indosso la cotta, stola parrocchiale, datagli l'acqua santa, savviò con esso all'altar Maggiore per adorare il SS.mo Sacramento.

Compiuta l'adorazione e praticate le cerimonie del possesso del Ciborio, Confessionale, Campanerie e Porta della Chiesa il parroco novello montò sul ... , e tenne analogo discorso alla popolazione, che stava gremita in chiesa, poscia fu data dal medesimo la Benedizione col Venerabile Sacramento.

Terminata la sacra Funzione sandò alla Canonica accompagnato s'intende da tutta la popolazione maschile (che per inaudito abuso soleva introdursi a piacimento in tutti gli ambienti della Canonica, e persino in cantina ad assaporare il miglior vino che vi fosse) e intanto che aspettava che allestissero i cavalli per far ritorno alla città in compagnia dei due congiunti suoi, che lo avevano accompagnato al Trebbo diresse preghiera al Rev.do Capellano D. Paolo Arienti, che avea servito da economo, perché si trattenesse alquanti giorni in parrocchia.

Era costui un Ometto di bassa statura, piuttosto pingue, con in fronte due occhi schizzanti fuoco e dominato da perpetuo moto nella persona, che movea a riso chi per la prima volta lo vedea.  Appena vide che le parole del Parroco erano a lui dirette senza aspettare che esso terminasse la frase per ben intendere cosa gli si domandava rispose bruscamente con un = se andiamo d'accordo=

Sorrise il Parroco a si inopportuna risposta, ed assicurò l'Arienti che sarebbe qualunque discussione impossibile perchè esso partiva immediatamente per Bologna, dove trattenevasi per alcuni giorni, lasciandolo alla direzione della Parrocchia con tutti gli oneri e onori, come quando era economo. Divenuto baldanzoso per l'avuta comunicazione si rivolse a un Contadino (Domenico Volta) che stava ritto accanto alla finestra: vedi, gli disse, tu che dicevi al Parroco nostro che mi cacciasse dalla Parrocchia perchè non ero buono da niente, il Vescovo mi ha fatto Economo, e il nuovo Parroco mi da da fare le sue veci.  Il povero Contadino confuso non seppe rispondere  che un Io? in modo interrogatorio. Si tu ripigliò con molta animosità, tu coglione, tu ... accusò.

...dette anche di più se una vocina, che era quella della servente della Canonica non istrillava forte " l'ho detto io , ma la gatta quella vecchiotta". Uno scroscio di risa a quelle parole scoppiò nel ... ... la questione.

Alzossi il Parroco, e preso per mano D. Arienti s'avviò verso la carrozza dicendo ha udito? la colpa è del vino: non si lasci dunque più guidare dal vino ma dalla carità, che deve a preferenza ... praticarsi. Ciò detto, salutò tutti e partì per Bologna.

Ritornato in Parrocchia la sera del 14 Dicembre provvide pane, vino e legna per uso e consumo degli abitanti in Canonica pagando tutto ad alto prezzo; perchè l'annata fu carestiosa. Il vino della primizia a 3  ... la Corba, i fasci a 6 il Carro, e il Frumento, che venne somministrato dal Contadino del Benefizio Parr.le a 4=30 la Corba.

1854 dallo stato delle anime compilato il 30 Aprile il totale era di 899 di cui 636 si comunicavano.

1855 lo Stato delle anime redatto il 12 Aprile 1855 presenta 909 anime di cui 655 si comunicavano.

Era Capellano D.Antonio Biagi di anni 27.

Cronaca dell'anno 

Trentuno sono i morti in Parrocchia. 14 Maschi e 17 Femmine.

Dalla nascita agli anni 10 = 11

Dai 10 ai venti = 3

Dai venti ai trenta = 1

Dai trenta ai quaranta = 3

Dai quaranta ai cinquanta = nessuno

Dai cinquanta ai sessanta = 3

Dai sessanta ai settanta = 5

Dai settanta agli ottanta = 5

Muniti dei sacramenti 18.

I raccolti sono stati abbastanza abbondanti. Compravasi il Frumento a 2-80 la Corba. L'Uva a 18 la Castellata e i fasci a 5 il Carro.

Tre nuove funzioni sacre sonosi fatte in Chiesa, cioè la predicazione festiva quadragesimale, il mese di Maggio alla Cappella della B.V. delle Grazie, ed il triduo con festicciuola di Gesù Nazareno nel mese di Ottobre. Il Curato ha predicato in tutte tre le circostanze, e la popolazione accorreva numerosa ad ascoltare la parola di Dio, facendo offerte sufficienti al mantenimento della cera, e pei compensi dovuti agli inservienti laici. L'avanzo della raccolta, e specialmente quella fatta nella predicazione quaresimale fu impiegata nel rifacimento degli apparati...

Nel dì 19 Febbraio una deputazione degli abitanti del Quartiere di sopra (zona verso Bologna) con a capo il Sig. Giuseppe Osti possidente si presentò al Parroco.

Lo Stato delle anime redatto il 05 Ottobre 1857 presenta 859 anime di cui 617 si comunicavano.

1857 il 5/10 visita del Card. Michele Viale-Prelà, si rileva che a quel tempo vi erano nella chiesa oltre l'altar maggiore e quello di Sagrestia dedicato a S. Caterina da Bologna, cinque altari laterali è cioè di un lato quelli del SS. Crocifisso, di S. Vincenzo Ferreri (ora Sacro Cuore), di S. Antonio Abate (o S. Anna), e dall'altro quelli del Rosario e di Gesù Nazzareno (o S. Giuseppe). Riguardo a quest'ultimo fu ordinato si restaurasse l'altare e il quadro sostituito.

Gli oratori sono 5 e cioè S.M.Assunta presso la Villa Conti ( Via Corticella), S. Croce presso Villa Pasi (foto a lato), S. Giuseppe del Sig. Masotti (Via S. Giuseppe), S. Maria Assunta (Torre Verde) degli eredi Negri, SS. Rocco e Sebastiano degli eredi Conte Segni.

1858 In Maggio si fece un triduo alla B. Vergine delle Grazie per ottenere la liberazione dagli insetti che rodano la foglia d'olmo.

1858 Luigi Gardini priore della compagnia, il 10 giugno, procurò il dipinto Transito di San Giuseppe di Lucio Massari. Il suo figlio Giuseppe era colono in un podere del Marchese Matteo Conti Castelli proprietario della attuale Villa Isabella lungo la Via Corticella e degli annessi poderi. Il Marchese morì nel 1855 ed in seguito furono venduti numerosi beni e probabilmente anche il ns. quadro che gli era pervenuto per eredità. Nell'inventario del Notaio Lodi Giuseppe si scrive che il canonico Ascanio Castelli in data 17/11/1693 lascia in eredità alla sorella Isabella Castelli anche il dipinto " San Gioseppe dicono che sia del Massari". In seguito Piero Conti sposò l'ereditiera Camilla Rosa di Carlo Castelli i cui discendenti adottarono il cognome Conti Castelli. Nel 1768 il Duca di Modena li nominò Marchesi.

 

1858 fu eretta la Via Crucis, formata da quattordici formelle in teracotta

opera di un sacerdote di Lizzano, da padre Francesco Monari dell'Osservanza

con autorizzazione del Cardinale Viale Prelà.

1859 l'altare maggiore è dedicato a S.Gio. Battista, i sei altari delle cappelle sono dedicati: il primo entrando a destra a Gesù Nazareno (fatto nel 1859 in legno marmorizzato con filetti dorati, la scaffa col ciborio sono più antichi), il II all'Immacolata, il III alla B.V. del Rosario, il primo entrando a sinistra a S. Antonio, il II a S. Vincenzo Ferreri e il III della Compagnia del SS. dedicato al Crocifisso Agonizzante. Quello di sacrestia è dedicato a S. Caterina de Vigri.

Lo Stato delle anime redatto il 17 Maggio 1859 presenta 876 anime di cui 632 si comunicavano.

1859 fu donato da Don Vincenzo Spisani al fratello parroco del Trebbo

il quadro dipinto da Alessandro Guardassoni "Beata Vergine Addolorata" è una copia dell'omonima icona venerata e conservata

nella chiesa Arcipretale di Minerbio.(allora ritenuta opera di Guido Reni)

Restaurato nel 2011 da Cornelia Prassler.

 1859 La prima Cappella a destra dedicata a San Giuseppe fu restaurata.

1861 Il pittore Sante Nucci dipinse la cupola semisferica del presbiterio rappresentando al centro la SS. Trinità, la Vergine Maria e S. Giovanni Battista inginocchiato. A sinistra i personaggi del vecchio testamento Ruth, Re Davide e Mosé. Alla destra del nuovo testamento con S. Pietro, S. Paolo e i quattro Evangelisti, tutt'intorno Angeli in Gloria, Angioletti e cherubini. Nei quattro pennacchi episodi della vita del Battista.

1864 Fu versata la prima rata di anticipo pari a 500 lire ai marmorini di Bologna Venturi Davide e Costantino Dal Buono che assunsero l'impegno di fare il nuovo altare maggiore.

1868 La solenne cerimonia della consacrazione della chiesa si compì la domenica 11 Ottobre dal Vescovo Mons. Antonio Canzi e dodici croci di ottone dorato si vedono murate nelle pilastrate della chiesa. 

1869 Trebbo 15 Febbraio. Dietro invito dato dal parroco ai signori infrascritti Amministratori Parrocchiali si sono radunati in Canonica i Sigg. Dott. Raffaele Stagni Rettore, Sig. Gaetano Capelli Priore, Sig. Luigi Corazza Camerlengo, Dalli Luigi Segretario, per la revisione dei Bilanci dell'anno 1867-68. Non che per la nomina interinale del Campanaro in sostituzione dell'attuale Emidio Bertuzzi che presentemente rinnova la sua rinunzia all'uffizio del Campanaro du questa Chiesa per essere stato eletto Campanaro della vicina Chiesa di San Bartolomeo di Beverara e darà la consegna all'eletto domani a mezzogiorno. Partito da questa camera il Bertuzzi si è data lettura delle petizioni degli Aspiranti all'Uffizio vacante di Campanaro.

1° Cesare Fraboni della parrocchia di Castagnolino, pratico del suono delle campane e del servizio di Chiesa.

2° Cesare ed Enea fratelli Nesi di Corticella pratici del suono delle campane e del servizio di chiesa ed uno del suono dell'organo.

3° Giulio Tonelli di Rigosa pratico pel suono delle campane e servizio della chiesa.

4° Enrico Checchi di Bertalia pratico pel suono delle campane e servizio di chiesa.

5° Enrico Merighi di questa parrocchia pratico pel suono delle campane.

6° Zefferino Garelli di Ceretolo pratico pel suone delle campane.

7° Cesare Scanavini di Bondanello pratico pel suono delle campane, pel servizio di chiesa e pel suono dell'organo.

Ponderati con attenzione gli attestati dei Parroci rispettivi intorno alle qualità e condotta degli aspiranti, non che la loro condizione e facilità di potere campare la vita col reddito della Campaneria in unione del manuale lavoro, del lavoro loro particolare, l'Amministrazione Parrochiale ha creduto di provvedere tanto al bene della Chiesa Parrocchiale del Trebbo, quanto dell'individuo eletto nominando all'Uffizio di Campanaro Cesare Scanavini di Bondanello pel tempo che corre dal giorno di domani fino alla Domenica di Passione, che cade alli 14 di Marzo, nel quale giorno saranno convocati tutti i capi famiglia del Parrocchia per confermare il suddetto se è di loro piacimento mediante squittinio segreto; e nel caso che l'ora nominato campanaro non soddisfacesse ai medesimi passare alla nomina definitiva di un altro soggetto, sempre però a segreto squittinio.

Dopo ciò si è data lettura dei due bilanci suindicati dell'anno 1967 e 68 che sono stati approvati e firmati come di regola. Ringraziando il Signore si è sciolta l'addunanza.

Canonica del Trebbo 14 Marzo 1869.

Ripetuto l'invito pubblico dall'Altare a tutti i Capi famiglia della Parrocchia perchè intervengano alla nomina del Campanaro da eleggersi si sono radunati in Chiesa:

il Parroco, il Rettore, il Priore, il Camerlengo, il Segretario, Ermenegildo Bellisi, Serafino Sarti, Vignoli Davide, Lorenzoni Raffaele, Querzè Pietro, Lucarini Luigi, Negroni Gaetano, Gamberini Pietro, Checchi Gaspare, Giuseppe Beghelli, Gardini Domenico, Boni Vincenzo, Zannini Vincenzo, Grandi Luigi, Zanotti Giacomo, Negroni Cesare, Gardini Pietro, Dalla Francesco, Tagliavini Filippo, Marchesi Francesco, Gardini Giuseppe, Grassi Vincenzo, Gaetano Pizzirani, Paolo Calari

invocato il Divino Aiuto il Parroco ha aperto coi suddetti la seduta.

Dopo lettura dell'atto dell'Adunanza Parrocchiale si è venuto ai voti.

Il primo proposto alla votazione è stato Cesare Scannavini di Bondanello il quale ha avuto voti bianchi 17 e 11 neri.

Il secondo Cesare Frabboni ha avuto voti bianchi 2 e voti neri ventisei.

Il terzo Checchi Enrico ha avuto tutti i voti neri.

Il quarto Enrico Merighi ha avuto voti bianchi dieci e diciotto i neri.

Il quinto Zefferino Garelli ha avuto voti bianchi otto e voti neri venti.

Il sesto Giulio Tonelli ha avuto voti bianchi 4 e voti neri 24.

I fratelli Nesi sono stati esclusi a voto pubblico.

Dopo ciò è stato eletto e confermato il Campanaro provvisorio (dall'Adunanza Parrocchiale eletto precedentemente quale interino) con voti diciasette bianchi e undici neri, e salutato dalla generalità degli intervenuti Capi famiglia Cesare Scannavini ottimo ed eccellente Campanaro.

Ringraziato di cuore il Signore si è sciolta l'adunanza.

1871 Casa del campanaro questo piccolo fabbricato è aderente alla canonica ed ha accesso dalla corte della canonica. Fu costruito nel 1871 con il ricavato della vendita di una analoga casa esistente a settentrione della chiesa, al Municipio di Castel Maggiore stante l'esigenza di ampliare il Cimitero allora adiacente alla chiesa stessa, come risulta dal rogito del Dott. Vannini del 20/11/1869. Attualmente è adibita ad uso Oratorio dei ragazzi.

1871 era chirurgo Filippo Certani.
Vi era un maestro di scuola e si chiamava Gaetano Massi.

1872 la popolazione era di 900 anime.

Canonica del Trebbo

Questo di 10 Luglio 1872

Radunatesi in questa Canonica i sottoscritti Signori Amministratori Parrocchiali per la Revisione dei Bilanci dergli anni 1870 e 1871 hanno approvato le spese relative ai medesimi come si legge nelle quattro pagine precedenti.

Conosciuto il bisogno che vi è nei giorni festivi di una località a parte o riparata per poter spandere acqua senza indecenza o scandalo sono venuti nella determinazione di erigere tre orinatoi, due sul muro del Cimitero dalla parte di ponente e settentrione un terzo nel muro della Canonica. Inoltre per aderire al desiderio di sua Eminenza Reverendissima, hanno fissato di spostare la Porta secondaria della Chiesa collocandola nella Sacrestia Vecchia mediante ingresso dal muro del Cimitero costeggiante il muro settentrionale della Chiesa, passando sopra il marciapiede che copre le tombe di famiglia particolari. Per comodo poi di quei Parrocchiani che hanno la consuetudine di entrare in Chiesa dalla parte del Campanile si aprirà un altro ingresso nella detta Sacrestia vecchia e presisamente dove trovasi ora la finestra contigua al campanile.

Il parroco a nome dell'Amministrazione farsi le istanze al Comune per ciò che riguarda il lavoro del muro del Cimitero all'Eminentissimo per ottenere la sanzione del traslocamento della Porta.

Occorrerà in quest'ultima istanza rinnovare alla memoria del Eminentissimo il motivo del traslocamento di detta porta degli uomimi e sono:

1° la regolarità interna della Chiesa che si acquisterebbe erigendo come si vuol fare "un altare dove ora trovasi la porta."

2° lo scopo di togliere lo scandalo in Chiesa che ne viene dall'essere gli uomini troppo ha contatto colle donne.

Dopo ciò si è ringraziato il Signore e sciolta l'adunanza

Don Pietro Spisani  Presidente

D. Raffaele Stagni  Rettore

Gaetano Capelli      Priore

Luigi Corazza         Camerlengo

Luigi Dalli              Segretario

1873 I parrocchiani donarono gli attuali 24 banchi da chiesa realizzati in pioppo intagliato. Recavano una targhetta con il nome del donatore, ma furono rimosse in occasione del restauro effettuato nel 1949. 

1874 fatte le balaustre agli altari di San Giuseppe e dell'Immacolata.

Dallo Stato delle Anime redatto il 15 Aprile 1874 si riporta l'indice delle Famiglie della Parrocchia.

Atti, Bianconi Gaet., Bajetti Agostino (ora Baietti), Bianconi Giulio, Baratti, Bertocchi, Bajesi, Bianconi Carlo, Beghelli, Bonazzi Paolo, Bianchi, Boni, Balotti Giulio, Bentivogli, Bajetti Celestino, Borghi, Biagi Boni, Bellisi, Bonfiglioli, Bongiorgi, Biavati, Barbieri, Baletti Gaet., Bonazzi Dom., Cavedagni, Capelli Petronio, Cremonini, Cristiani, Calari, Capelli Gaet.,Capelli Lod., Cavazza Luigi, Canova, Checchi, Cacciari, Capelli Gius., Canari, Cavazza Cesare, Comellini, Cremonini Luigi, Dondi, Diamanti, Draghetti, Dalla Ag., Dalla Venanzio, Franchi, Faccioli, Fornasini, Franceschi, Franceschini, Fava, Foresti, Gherardi, Gotti, Grassigli, Guastaroba, Gualandi, Gasparini, Giorgi, Gamberini, Gheduzzi, Golfieri, Grazia Arcang. Grandi, Grazia Cam., Garmandi Paolo, Grazia V., Garmandi C., Garmandi L., Garmandi Luigi, Gardini Luigi, Guazzaloca, Gardini Dom., Lambertini, Lollini, Lorenzoni L., Landi, Liverati, Lorenzoni Ag., Licciarini, Landini, Malossi G., Mutti, Macagnani, Merighi, Mantovani, Monari, Mengoli, Mengoli Maria, Monari, Matteuzzi, Morganti, Marzocchi Biagio, Marchesi Maria, Merighi Dom., Malossi Ces., Marzocchi L., Mazza, Marcheselli, Merighi Raff., Marchesi Francesco, Magni Pietro, Macaferri, Marzadori, Magni Mauro, Montanari, Masi, Mingardi, Neri, Negroni, Negrotti, Osti Luigi, Osti Pietro, Proni Pietro, Pesci, Palloncini, Pelliciardi, Pizzirani, Pederzoli Carlo, Picinini, Passarini, Querzè, Rossi, Rimondini, Ronzani, Roveri Cesare, Reggiani, Rosa, Rondelli, Spisani, Scannavini, Sarti Serafino, Sgarzi, Simoni, Sarti Pier Antonio, Solmi, Setti Innocenzo, Sacchetti, Stopazzoni Raffaele, Simoncini, Tonelli, Tagliavini, Tassoni, Tartarini, Tugnoli, Talmelli Filippo, Testoni Alfonso, Tomasini, Tabarroni, Tomesani, Trebbi, Trigari Gaet., Trigari Ces., Volta, Vignoli, Vannini, Veronesi Paolo, Venturi, Zanarini, Zanasi Raff., Zanasi Seraf.,

1875 Il pittore Gaetano Cavazza dipinse la cappella dell'Immacolata.

L'altare della cappella che precedentemente era l'altare maggiore consistente in due scaffe, ciborio e modioni di legno che furono dorati nell'anno dall'indoratore Carlo Costa. L'altare fu realizzato dal Cav. Primo Tura della ditta Davide Venturi e figli 

1875 La statua della B.V. Immacolata in gesso modellato è del Canonico Fiegna.

Il 25/8 visita del Card. Carlo Luigi Morichini e viene ordinato che si conduca sollecitamente a termine l'altare della Immacolata costituendo una nuova cappella laterale della chiesa ove eravi una porta secondaria d'ingresso.

Gli oratori sono i soliti cinque ma d'essi quello della Torre Verde dedicato

a Maria Assunta è passato  

in proprietà a Giuseppe Vannini e quello di S. Rocco e Sebastiano ai Conti Ranuzzi.

La Marchesa Eleonora Albergati vedova del Marchese Conti Castelli donò

l'oleografia del Sacro Cuore di Gesù con cornice in legno dorata che era

posto come sottoquadro nella Cappella dell'Immacolata.

1877  Furono fuse quattro campane nuove utilizzando anche il bronzo delle

precedenti tre campane. La famosa ditta bolognese Clemente Brighenti le realizzò. Sono dedicate: la maggiore a S. Giovanni Battista, la seconda a San Pietro, la terza a Maria Santissima e la quarta a S.Orsola V. e M.

1880 Fu comperato un organo nuovo dalla ditta Verati e Codivilla

e  costò 1832 lire. L'antico del Traeri fu venduto al Conte Antonio Malvasia per 700 Lire. Fu restaurato nel 1894 perche danneggiato da infiltrazioni d'acqua. Era sistemato nella cantoria in "cornu evangelii" 

Nella foto a lato un particolare dei registri originali dell'organo.

1882 Lo scultore Bolognese Aldrovandi realizza due statue, una di S. Pietro

e l'altra di S. Paolo che sono poste nei due nicchi posti nella facciata della

chiesa e corrispondenti alle cappelle laterali. Sono pagate 150 Lire. 

1883 All'Istituto dei Sordo Muti furono pagate 90 Lire per il restauro del tronetto processionale e all'indoratore Cristi furono pagate 200 Lire per l'oro e fattura del trono medesimo.

1884 Reliquiario ad ostensorio di San Giovanni Battista fu donato da

Don Spisani per custodire la reliquia "particulam veste pellita" del Patrono,

donata alla Chiesa del Trebbo, e che apparteneva al Vescovo di Epifania Michele Viale Prelà Cardinale Arcivescovo di Bologna.

E' realizzato in argento fuso, sbalzato, cesellato e bulinato, su anima di legno intagliata e dorata, ad andamento ondulato su pianta triangolare. Due piedi leonini, corpo trapezoidale con foglie d'acanto arricciate racchiudenti uno scudetto con l'agnello e la croce. Stelo diritto scanalato imitante un fascio d'erba legato da un nastro che va aprendosi ad ombrello sotto la teca ovale incorniciata da un tralcio di campanule, grappoli d'uva e spighe. Al sommo e sotto la teca due testine di cherubini d'oro. Croce trilobata terminale. Doppia punzonatura sul nastro dello stelo. Argentiere Fuochi. Intagliatore Frabboni.

1884 Furono montati sei balaustri al di sotto delle due cantorie a lato dell'altare maggiore e si spesero per il fabbro Bellisi Alfonso e figli che le realizzo in ferro mantenendo lo stile delle altre presenti nelle cappelle laterali, 70 lire, all'ottonajo Rambaldi di Bologna che ha bottega in Via Ugo Bassi, già via dei Vetturini, la somma di lire 100 per l'acquisto dell'ottone che serve da ornamento più 98 lire per la fattura dei suddetti e al muratore Attilio Borghi per i lavori si sistemazione e posa in opera dei balaustri lire 48. 

1885 Raffaele Lorenzoni donò le due lampade in metallo argentato che pendono

ai due lati della cappella dell'Immacolata.

1887 Lavori per lo spostamento del campanile che era stato realizzato nel 1665 su progetto dell'architetto Giovanni Sacchi. Fu spostato di quattro metri verso tramontana perchè essendo un corpo unico con la struttura della chiesa le vibrazioni delle campane avevano creato pericolose lesioni ed una inclinazione verso occidente di circa 60 cm rappresentava un pericolo per la incolumità pubblica.

1887 Il pittore Celestino Govoni dipinge la volta a botte unghiata della

navata con rappresentazioni della vita e morte del Patrono: all'ingresso "visitazione di Maria a Elisabetta", al centro "S.G.Battista fanciullino", vicino all'arco trionfale "Salomè con la testa del Battista" anche il pregevole ornato è di sua mano

1887 il Parroco Don Pietro Spisani fece costruire nella zona precedentemente

occupata dal campanile un nuovo coro della larghezza di m. 3,80 mantenendo lo stile della chiesa esistente.

Questa è composta di una navata volta ad oriente, ha sei cappelle abbastanza profonde, tre finestre a settentrione,  una ad oriente ed un’altra a mezzodì.

1888 Fu inaugurata la Tranvia Bologna-Pieve di Cento con capolinea a Porta

Galliera e fermate a Casaralta, Dozza, Corticella, Trebbo, Torre Verde, Boschetto, Casadio, Argelato, Castel d'Argile ed arrivo a Pieve di Cento. Inizialmente era trainata da locomotiva a vapore chiamata "al Vapurein" fino al 1936 e successivamente da locomotiva diesel chiamata "la litureina".

Durante il periodo dell'austerità funzionava con il residuo della lavorazione della canapa e veniva quindi chiamato "al trinen di stec".

Rimase attiva fino al 1955. Nella foto la locomotiva diesel.

Negli anni della guerra 1943-44 tra gli sfollati a Trebbo ed ospite del cognato medico condotto dott. Tognoli, c'era anche il prof. Giovanni Natali, Ordinario di Storia del Risorgimento presso l'Università di Bologna. Nella serenità del tranquillo soggiorno egli trovò il tempo di scrivere un poemetto <<burlevole>> in 50 ottave di endecasillabi intitolato "TRENEIDE" nel quale tratta del trenino e del paese che l'ospitava. La copia è conservata nell'archivio parrocchiale.

1888 il 24/6 (o 28/8) visita del Card. Francesco Battaglini.

Cesare Scannavini campanaro realizza il confessionale in legno di abete e di pioppo ora parz. internato nella parete della facciata a ds.

1889 fu rettificata la via Lame che passava allora davanti alla chiesa, proseguiva verso i "Casetti", voltava a destra e sbucava sulla via nella attuale zona dello stabilimento Gazzotti. Davanti alla chiesa si realizzò una deviazione curva a 90 gradi che portava al centro della "Bottega nuova" ove piegando di altri 90 gradi la via Lame nuova si collegava al vecchio tracciato.

1889 La Parrocchia disponeva di una Biblioteca circolante S. Giuseppe che comprendeva oltre 400 volumi con testi di Pindemonte, Macchiavelli, Vasari, Galilei, Petrarca, Leopardi, Pindemonte, Dante, Ariosto, Silvio Pellico, Metastasio, Marco Polo, Tasso, Monti, Virgilio, Omero. Oltre ai testi classici numerosi libri trattavano argomenti religiosi. Anche dalle parrocchie limitrofe venivano richieste per questi libri che il Parroco consegnava per la lettura. A lato una pagina che riporta le note dei libri dati a prestito.

1891 La gioventù del Trebbo donò l'oleografia su tela con cornice in legno dorato

 di San Luigi Gonzaga in occasione del centenariodell'angelico giovane. Era posto come sottoquadro nella cappella che ora è del Sacro Cuore.

1892÷1929 - resse Don Enrico De Maria

prese possesso il 17 Gennaio, fu nominato arciprete titolare il 29 Maggio 1909 e morì parroco il 7 Luglio 1929 all'età di 68 anni e dopo aver retto la parrocchia per 37 anni. Il 16 Novembre 1931 la sua salma fu ricomposta nel sepolcro approntato nella chiesa del Trebbo.

1894 Dalla Pontificia Società Oleografica si comprò il quadro di S.Agnese con

cornice in legno dorato.

1895 risiedevano 240 famiglie e 1340 anime.

Parrocchia San Giovanni Battista di Trebbo

via Lame, 132 - 40013 TREBBO DI RENO Castel Maggiore (BO)

Tel. 051 5880303 - Fax 051 5882716 - E-mail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.

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